Il Messaggero, 25 gennaio 2017
Le reginette in rosa di Chanel. Armani Privé gioca d’arancio
PARIGI Passerella in tinte pastello, un mare di pizzi, paillettes e volant, a Parigi la vita è decisamente en rose. Reginetta della sfilata Chanel haute couture per la primavera-estate 2017 è Lily-Rose Depp, 17 anni, figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradis. A lei Karl Lagerfeld riserva l’uscita finale: applausi per i due che incedono a braccetto nel Grand Palais trasformato in una galleria di specchi. Come se la luce non bastasse, in passerella splendono altre due it-girl, Kendall Jenner e Bella Hadid, la prima in abito da sera trasparente, la seconda in tuta pantalone dall’ampia scollatura.
Lagerfeld sottolinea le silhouette femminili grazie alla forma a cucchiaio dei suoi abiti, ispirati a una scultura anni venti di Alberto Giacometti. Il risultato è una vita rialzata sulla gabbia toracica, che allunga all’infinito le gambe. La collezione è tutto un gioco di specchi, come la pedana, tra bagliori metallici che si rincorrono fino a esplodere nella sera, che tesse d’argento e pietre anche i cuissard. La ragazza bon ton di Chanel è un Narciso romantico, che si muove nella realtà, ma anche tra salotti, vestita di strati e plissè di tulle e volumi ampliati da ricami che ricordano il matellassè e da piume di marabu, che si poggiano su tuniche laminate.
L’OTTIMISMO
Anche Armani Privé sceglie boa di marabu per chiudere la sua sfilata, abbinandoli a body in pizzo e a gonne dai ricami preziosi. La predominante dell’haute couture, però, è l’arancio. «Il punto di partenza è stato proprio l’ottimismo delle nuance mandarino racconta Giorgio Armani Non c’è nessun languore, ma solo grinta e voglia di contraddistinguere la collezione. Ho voluto creare un total look, che, a volte, è declinato con tocchi di nero o dei toni della terra». Tante le giacche, piccole e corte, oppure lunghe a coprire i fianchi, come una sorta di caban. Si abbinano soprattutto a pantaloni a pareo o «dalla linea asciutta, dritti a sigaretta». Gli accessori hanno linee essenziali e sono tutti in coccodrillo o pitone.
IL LABIRINTO
La vita è un labirinto, irregolare e impenetrabile come un giardino segreto. Un gioco di riflessi e specchi, come quello che sormontava l’entrata della sfilata di Christian Dior. Il direttore creativo della maison, Maria Grazia Chiuri, alla sua prima prova con l’alta moda della casa francese, ha dedicato la collezione a Franca Sozzani, la direttrice di Vogue recentemente scomparsa, e ha immaginato la sua passerella proprio come un ballo in maschera, di quelli che il creatore della griffe organizzava e dei quali era lui stesso ospite divertendosi col camuffamento.
IL LATO MASCHILE
La collezione si apre con una serie di tuxedo neri, che comprendono una giacca bar, una gonna pantalone versione moderna di quella che inaugurò il New Look e una cappa abbinata a una jumpsuit. Rappresentano gli uomini, perché è impossibile organizzare un ballo senza cavalieri, e, allo stesso tempo, danno la possibilità alle donne di dare sfogo al proprio lato maschile. Anche le scarpe prendono ispirazione da quelle di lui, ma hanno un piccolo tacco, fiocco piatto e punta tagliata a sbieco. Sugli abiti per la sera si rincorrono colori indefiniti, simboli esoterici, tarocchi e, poi, fiori dipinti a mano dal fiorista Pagliani, «azienda che quest’anno compie settant’anni come Dior», ingabbiati e resi eterei nel tulle, che li trasforma in un ricordo del passato che torna nel futuro. A sottolineare i look i gioielli di Claude Lalanne, scultrice novantaseienne che si dedicò all’arte grazie a un incontro con Christian Dior.
Ai simboli portafortuna s’ispira anche la couture di Schiaparelli, che li rivede in chiave pop. La sua è un’opulenza aggraziata. Lucchetti, serrature, aragoste, cuori e segni zodiacali si collocano senza eccedere su completi bianchi o ampie mantelle. Il rosa shocking, segno distintivo della griffe, colora, invece, bomber e vestiti in chiffon sovrapposto.
Giambattista Valli ha, invece, pensato a due diversi mood: tuniche di seta semplice color crema e pantaloni, infatti, hanno preceduto una serie di abiti in pizzo colorato, in tulle ricamato o in raso duchesse a balze, con bordi di piume.