Corriere della Sera, 25 gennaio 2017
Il leader della Spd fa un passo indietro. Sarà Schulz a sfidare Angela Merkel
BERLINO Alla cancelliera cristiano-democratica di lungo corso, i socialdemocratici tedeschi opporranno una sorpresa estratta dal cilindro di Bruxelles. Il candidato della Spd che sfiderà Angela Merkel alle elezioni federali del prossimo autunno sarà Martin Schulz, l’ex presidente del parlamento europeo: buona oratoria, nessuna esperienza politica o amministrativa significativa in Germania. Il leader della Spd, Sigmar Gabriel, ha deciso di farsi da parte e di lasciare spazio al suo collega di partito che nei sondaggi odierni ottiene maggiori consensi.
Fino a ieri, la convinzione prevalente era che Gabriel avrebbe sfidato Merkel, che è alla ricerca del suo quarto mandato da cancelliera. I sondaggi, però, per lui erano pessimi: nel confronto diretto, sarebbe stato preferito dal 19% degli elettori, mentre il 57% dei tedeschi avrebbe scelto di nuovo la leader cristiano-democratica. Dunque, Gabriel ha deciso di fare un passo indietro. «Se mi candidassi – ha detto in un’intervista al settimanale Stern – fallirei e con me fallirebbe la Spd». A suo parere, Schulz «ha chiaramente le migliori prospettive elettorali». In effetti, Schulz è dato al momento con il 36% dei favori elettorali. In Germania, però, non si vota il candidato alla cancelleria, che pure di solito è indicato: si votano i partiti con un sistema proporzionale e l’Unione Cdu-Csu di Merkel è data dai sondaggi tra il 32 e il 38% mentre la Spd tra il 20 e il 23 per cento.
Schulz ha detto ieri sera di accettare la candidatura con «umiltà»: le sue chance di diventare cancelliere sono basse. I socialdemocratici stanno attraversando una fase politica difficilissima, simile a quelle delle altre sinistre europee – poche idee e niente leader credibili – con il più il fatto che stanno in una Grande Coalizione di governo nella quale Merkel splende su ogni decisione e lorio le portano acqua. Cercano quindi qualcosa di nuovo e sperano che Schulz sia la persona giusta da proporre agli elettori. Il suo punto di forza è che non ha fatto parte del governo di Grosse Koalition. Il suo punto di debolezza è che viene da una carriera tutta a Bruxelles, abilissimo nelle manovre di potere dei palazzi europei ma in una Ue che non è in testa agli amori degli elettori. Sulla scelta del candidato per le elezioni, il partito è infatti diviso: più di un militante ritiene che qualsiasi candidatura sia oggi di bandiera contro una Merkel che sembra non battibile.
La decisione di Gabriel di ritirarsi apre la necessità di un rimpasto nel governo di Grande Coalizione. Succede che il ministro degli Esteri Frank-Walter Steimeier, anch’egli socialdemocratico, diventerà presidente federale il 12 febbraio (c’è un accordo di maggioranza). Gabriel ha detto di volere prendere il suo posto. Dovrà dunque dimettersi da ministro dell’Economia e già il Bundestag potrebbe votare il cambio di portafoglio entro venerdì. Al suo posto al ministero economico probabilmente sarà nominata la sua vice attuale, Brigitte Zypries. La campagna elettorale per le elezioni autunnali, probabilmente il 24 settembre, ha dunque preso forma. Una cancelliera le cui caratteristiche sono più che conosciute; uno sfidante noto ma non sperimentato.