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 2017  gennaio 24 Martedì calendario

Contesa per l’eredità del Pci

C’è ancora qualcuno che lascia un fiore sotto la lapide del teatro San Marco. Lì, nello storico edificio di Livorno, il 21 gennaio 1921 fu costituito il Partito comunista d’Italia, poi Pci. Sulla targa, tra gli altri, ci sono i nomi di Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Karl Marx e Vladimir Lenin. Lo scorso sabato, per il 96esimo anniversario della nascita del Partito comunista italiano, il teatro san Marco ha fatto da punto di riferimento per due cortei separati. Entrambi con pugni chiusi e bandiere rosse, ma divisi su chi sia l’unico erede del vecchio Pci tra il nuovo Partito comunista e Rifondazione.
La prima manifestazione, organizzata dal Partito comunista, è partita proprio dal teatro San Marco, e ha visto la partecipazione di circa 300 persone provenienti da tutta Italia. «È una giornata importante, che ricorda una storia importante», ha spiegato al Tirreno il segretario del partito, Mauro Alboresi. «Ricorda un’esperienza alla quale l’Italia deve molto, e che noi vogliamo riprendere e rilanciare guardando avanti, perché siamo convinti che, oggi più che mai, di quell’esperienza ci sia bisogno». Alborese ha parlato della ricostruzione del Pci e dei motivi che hanno spinto i militanti a rifondare il partito sciolto nel 1991. «L’abbiamo fatto per ridare voce al mondo del lavoro e alle masse popolari che ne sono state private», ha sottolineato il segretario.
Il progetto politico del nuovo Pci sarà incentrato «sulle parole d’ordine della rottura dell’Unione europea e dell’euro, per un recupero della sovranità dell’Italia a difesa e per la riconquista dei diritti dei lavoratori, con la presentazione delle campagne nazionali del Pci per la riduzione dell’orario di lavoro, l’abolizione dei ticket sanitari, la gratuità dell’istruzione pubblica e per una legge elettorale proporzionale che garantisca la rappresentatività del voto». L’altro corteo, organizzato dal Centro politico 1921 di Livorno, ha coinvolto anche Rifondazione comunista, e ha fatto il percorso inverso rispetto all’altra manifestazione: il teatro San Marco, in questo caso, ha rappresentato la tappa finale. I partecipanti, dopo aver sfilato per le vie della città, hanno tenuto letture marxiste e proiezioni storiche di lotte sociali presenti e passate.
«Per il futuro, anche in vista del centenario, ci auguriamo che possa essere organizzato un solo, grande corteo», ha detto il segretario livornese di Rifondazione, Francesco Renda. «Per Rifondazione comunista, quest’anno è fondamentale celebrare il 21 gennaio, non tanto per nostalgia storica o simbolica, ma per tradurre in pratiche di lotta sociale gli attacchi sempre più feroci che i nostri governi, schiavi della finanza, continuano a sferrare al 99% degli italiani».In mattinata, al cimitero di Livorno, sia i rappresentanti del nuovo Pci, sia quelli di Rifondazione, hanno reso omaggio ai compagni di partito scomparsi di fronte alle loro tombe. Poi i manifestanti si sono divisi e hanno sfilato nei due cortei separati. A 96 anni dalla nascita e a 26 dallo scioglimento, mentre c’è ancora qualcuno che lascia un fiore sotto la lapide del teatro San Marco, il Pci cerca il suo unico erede.