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 2017  gennaio 24 Martedì calendario

Obelix fa i capricci vuol cambiare mestiere

Torna il gallo più famoso del mondo. Solita cadenza biennale: il nuovo album di Asterix uscirà in questo ’17, a due anni di distanza dall’ultimo. Mistero sul titolo. Secondo la regola non scritta ma rispettata dell’alternanza, stavolta Asterix e Obelix (e ovviamente il cagnetto Idefix) viaggeranno: nell’ultimo libro, Il papiro di Cesare, erano rimasti in Gallia, in quello precedente erano andati in trasferta tra i Pitti.
È la trentasettesima avventura della saga iniziata nel 1959 e la terza firmata dagli attuali autori, lo sceneggiatore Jean-Yves Ferri e il disegnatore Didier Conrad, sempre sotto l’occhio di Albert Uderzo, la metà ancora viva di Goscinny & Uderzo, la coppia dei Fondatori. Questo ’17 è anche un anno di anniversari: Uderzo compie novant’anni e sono i 40 dalla morte di René Goscinny. Il programma delle celebrazioni prevede la riedizione di Asterix e i Belgi, l’ultimo album firmato dagli Ur-autori, una nuova attrazione al Parco Astérix, una mostra al Centro belga del fumetto di Bruxelles e la partecipazione di Asterix e Obelix ai Campionati del mondo di hockey su ghiaccio di maggio in Francia e in Germania: come mascotte, si suppone.
Ignoto il titolo, ignota la meta del viaggio. «In programma: visita ai monumenti storici, scoperte gastronomiche e incontri con autoctoni e celebrità», dichiarano Ferri & Conrad. Insomma, il solito menù. La formula vincente di Asterix è anche il suo essere sempre diverso ma sempre uguale. Dalla tavola anticipata alla Stampa, par di capire che Obelix stavolta faccia le bizze non per avere una porzione della pozione di Panoramix, ma perché vuol cambiare professione e status sociale: da intagliatore di menhir a guerriero, con le ali sul casco e la spada sull’ampio fianco. Segue perplessità nel villaggio, con interrogativi generali, specie di Idefix, e una domanda promozionale: «Possibile che il prossimo volume di Asterix sia davvero un’avventura di Obelix?». Suspense.
In ogni caso, si saprà tutto il 19 ottobre, giorno fissato per l’uscita mondiale del libro, edito in Italia da Panini Comics. Attenzione, però: Asterix non è solo uno dei fumetti più amati del mondo, ma anche un business planetario. Carta canta: 370 milioni di album venduti, traduzioni in 110 lingue, comprese quelle morte (c’è anche un’Asterix in latino).
In Francia, poi, dove la BD, la «bande dessinée», come conferma il fatto che viene indicata con un acronimo, è un’istituzione, ogni nuova apparizione dei due galli scatena un pollaio nazionale. Asterix e Obelix sono due monumenti di carta, tanto che nel ’13 il fumetto gallico fu perfino celebrato da una grande mostra alla Bibliothéque Nationale, dove si certificava certo il suo successo mondiale ma anche e forse soprattutto l’aspetto «nazionale», una vittoria dell’«eccezione culturale» francese contro la globalizzazione, ostile come i romani accampati fuori del villaggio.
Asterix & soci non sono solo «nos ancêtres, les Gaulois», i nostri antenati galli, come recitavano i manuali scolastici di Lavisse cui la Terza Repubblica affidò il compito di strappare i bambini all’insegnamento dei curati e farne dei bravi patrioti. I cinghiali divorati da quel masticatore seriale di Obelix rispecchiano la grandezza della patria cucina, «la seule», e il druido Panoramix sembra il classico intellettuale illuminato nella miglior tradizione illuminista locale. Per inciso, Goscinny e Uderzo erano entrambi figli di immigrati, uno di origini polacche e l’altro italiane, eppure hanno inventato il più francese dei personaggi. Tipico anche questo.