Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  gennaio 23 Lunedì calendario

Francia, sorpresa a sinistra. Hamon l’utopista batte Valls

PARIGI La sinistra utopista di Benoit Hamon, la sinistra del reddito di cittadinanza e della tassa sui robot ha vinto ieri il primo turno delle primarie per scegliere il candidato della gauche alle prossime presidenziali. Dietro al 36 per cento di Hamon – rivelazione di questo scrutinio – al secondo posto, arranca Manuel Valls, che ha resistito all’onda del nuovo, e ha ottenuto il 31 per cento.
Il ballottaggio di domenica prossima si annuncia difficile per l’ex premier, che ieri sera non riusciva comunque a nascondere un lieve sorriso di sollievo sopra l’austero dolcevita nera: il secondo posto è certo deludente – anche se non imprevisto ma almeno il peggio è stato evitato, non c’è stata l’umiliazione toccata a Nicolas Sarkozy, tragicamente bocciato al primo turno delle primarie della destra. Domenica saranno le due sinistre che lo stesso Valls aveva una volta definito «inconciliabili» a scontrarsi: quella social-liberale, «credibile», dell’ex premier e quella ecologico-sociale, «alternativa», alla Bernie Sanders, di Hamon. Fuori dai giochi invece Arnaud Montebourg, eroe della demondializzazione, della sinistra nemica dell’Europa del 3 per cento e paladino del made in France: è stato doppiato dal suo ex compagno di fronda Hamon, e adesso potrà soltanto trasformarsi in serbatoio di voti per impedire la vittoria di Valls. Ieri Montebourg è stato il primo a parlare, e senza indugio ha chiesto di votare per Hamon al ballottaggio di domenica, in nome dell’«Unione delle sinistre» e della loro lotta comune «alle politiche liberali». 
Senza sorprese, è rimasto ai nastri di partenza Vincent Peillon, l’ex ministro dell’Educazione e professore di filosofia, avrebbe dovuto incarnare la sinistra della sintesi, quella che non sopravvivrà al quinquennio di François Hollande. Il presidente che a dicembre, colpito da cronica impopolarità, ha deciso di non ricandidarsi – si è tenuto lontanissimo dalle primarie. E non solo perché si trovava in visita in Cile. 
POCO ENTUSIASMO
Se il risultato delle primarie è stato netto, l’entusiasmo è mancato. La partecipazione si è mantenuta sotto i due milioni di votanti. Gli organizzatori hanno evitato il fallimento (fissato alla soglia del milione e mezzo), ma non sono riusciti ad arrivare ai due milioni, linea minima per stabilire che il Partito Socialista ha ancora forze ed energie per risollevarsi dagli anni Hollande e dalle lotte intestine. Siamo lontani dai due milioni e 700mila partecipanti alle primarie del 2011, le prime aperte nella storia della gauche, che portarono alla candidatura di Hollande. E lontanissimi dai 4 milioni e 200 mila di elettori al primo turno delle primarie della destra, che due mesi fa hanno portato alla selezione di François Fillon. 
I SONDAGGI
Per gli osservatori nessuna sorpresa: nessuno non solo i sondaggi crede che il candidato della gauche avrà grandi possibilità di succedere a Hollande all’Eliseo. Il risultato sarà però determinante per il futuro del partito socialista e anche per lo svolgimento della campagna presidenziale. Se Hamon riuscirà a imporsi, molti riformisti vicini a Valls troveranno forse più facile votare per l’outsider Emmanuel Macron, mentre si troverà più in difficoltà l’altro candidato della sinistra radicale, Jean-Luc Mélenchon. Ieri Hamon è apparso radioso sul battello sulla Senna che è il suo quartier generale. È riuscito a far dimenticare di essere da lungo tempo membro dell’apparato di partito, ex pupillo di Martine Aubry, e a imporre al centro della campagna la sua proposta di reddito di cittadinanza. Davanti alle critiche di fattibilità, ha edulcorato il progetto iniziale di 750 euro a tutti i cittadini ma promette una grande «assemblea Cittadina» che detterà modalità e tappe per la realizzazione. Valls non è meno agguerrito. Ha arringato gli elettori, invitato a evitare «una sconfitta annunciata» quella di Hamon e delle promesse «irrealizzabili» e di credere nella vittoria possibile. «Sono un combattente ha detto credo nella sinistra».