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 2017  gennaio 23 Lunedì calendario

Dal «reddito di base» alla riforma del lavoro l’ascesa dell’anti-Hollande

PARIGI Il 49enne bretone Benoît Hamon ha colto un risultato un po’ alla Fillon: ha presentato la sua candidatura per primo, all’inizio pochi credevano nelle sue possibilità, poi si è mostrato convincente nei dibattiti televisivi e nei comizi, finendo per essere considerato una sorpresa possibile.
L’ex ministro dell’Educazione nazionale vince nettamente il primo turno delle primarie della sinistra e diventa il grande favorito per il ballottaggio di domenica prossima, con un programma molto spostato a sinistra che suona come una sconfessione della politica «social-liberale» condotta dal presidente Hollande e dal suo premier Valls.
La prima misura che Hamon prenderebbe da presidente della Repubblica sarebbe l’abolizione della riforma del lavoro, la legge El Khomri che provocò proteste di piazza e il ricorso di Valls all’articolo «49-3» in modo da farla entrare in vigore senza l’approvazione del Parlamento. «Una legge che farà guadagnare di meno lavorando di più», disse Hamon.
Ma l’idea forte è il «reddito universale di base», 530 e poi 750 euro al mese garantiti a tutti i cittadini con un aumento delle tasse a carico solo dei più ricchi. Hamon parte dal presupposto che la crescita del dopoguerra non tornerà, e che i posti di lavoro distrutti dalla globalizzazione, dalla crisi economica e dalle nuove tecnologie vanno considerati perduti per sempre.
Questo reddito darà a ognuno «la libertà e il potere di lavorare di meno senza ridurre i suoi introiti». In contrapposizione con Valls, che considera il lavoro come valore in sé, Hamon sembra immaginare una società dove saranno i robot a svolgere un numero crescente di mansioni.
Quindi non solo difende le 35 ore di lavoro settimanale ma le vuole portare a 32, e progetta di tassare i robot: se una cassa automatica sostituisce una cassiera al supermercato, occorre immaginare un salario fittizio sul quale lo Stato preleverà tasse che serviranno per co-finanziare il reddito universale. Hamon mette poi in primo piano l’ecologia (divieto di circolazione per le auto diesel entro il 2025, e 50% di energie rinnovabili entro la stessa scadenza), chiede che la Francia abbia un atteggiamento più umano con i migranti e propone di legalizzare la cannabis.
Ha due figlie con la sua compagna Gabrielle Guallar, che ha un incarico importante presso il gruppo di lusso Lvmh di Bernard Arnault. È tra i pochi politici che ha rifiutato di apparire nella trasmissione tv «Une ambition intime», «perché non mi piace esporre la mia famiglia davanti ai media».