Il Messaggero, 20 gennaio 2017
Quella Sala Bianca dove nacque il défilé
La moda italiana nei primi decenni del Novecento. Un mistero per la maggior parte delle persone. Oggi, con i social che inflazionano collezioni e capi, è quasi impossibile immaginare come fosse un tempo, senza che vi fosse questo accesso così esteso alle sfilate, niente front row, o streaming sul computer e sullo smartphone. A far rivivere gli inizi dei défilé e del lancio delle collezioni, è la mostra Fashion in Florence through the lens of Archivio Foto Locchi, a Palazzo Pitti fino al 5 marzo. L’esposizione, con i suoi 100 rarissimi scatti dagli anni ’30 ai ’70 del Novecento, selezionati tra oltre 5 milioni di immagini, racconta la storia della moda a Firenze attraverso le fotografie della bottega Foto Locchi, una vera e propria istituzione, che dal 1924 divenne praticamente l’obiettivo ufficiale degli avvenimenti in città, grazie dapprima al fondatore Tullio Locchi, fotografo della famiglia reale, ma anche paesaggista e reporter di guerra, poi dopo la sua morte prematura, per merito di Silvano Corcos, anch’egli ritrattista e paesaggista, oltre che talentuoso imprenditore.
IL PROGETTO
Il famoso negozio di Piazza della Repubblica, aveva tre ampie vetrine che si trasformavano in bacheche per foto-cronache. Qui i fiorentini amavano radunarsi all’indomani di ogni avvenimento cittadino per guardare le foto dell’evento e così informarsi sui fatti, in anni in cui la televisione era ancora lontana.
Il progetto espositivo, nasce dall’incontro tra l’Archivio Storico Foto Locchi, un patrimonio culturale di valore inestimabile tutelato dal Mibact, il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt, il Centro di Firenze per la Moda Italiana e la casa editrice Gruppo Editoriale, con l’intento di valorizzare l’importante archivio fotografico e rendere omaggio al legame storico tra la città e la moda.
La mostra è composta da tre particolari sezioni. Si parte da Botteghe artigiane, quelle eccellenze che sin dal Medioevo hanno contribuito a dar vita all’alta moda italiana nel mondo creando il mito dell’artigianato fiorentino, che già negli anni Venti era arrivato negli Stati Uniti. Firenze, infatti, in quel tempo, era la meta preferita di ricche ereditiere americane che venivano in città per acquistare pelletteria di alta gamma, cappelli in paglia, ma soprattutto lingerie ricamata.
Si parla inevitabilmente di Salvatore Ferragamo, e della sua scelta, dopo 13 anni di successi in America, di stabilirsi a Firenze, non solo per la sua bellezza, ma anche per attingere all’infinito bagaglio artigiano fiorentino che gli ha consentito, poi, di puntare all’eccellenza che oggi tutti riconosciamo a questo brand.
Un’altra sezione è invece dedicata alla moda a Firenze, dai primi eventi dopo la seconda guerra mondiale fino alle leggendarie sfilate nella Sala Bianca di Palazzo Pitti (1952-1982), e nelle ville private, in una città che, a quei tempi, era la culla dello charme.
LA CULLA
Durante la mostra, tra le immagini in bianco e nero, ci si imbatte naturalmente nella zona riservata ai personaggi della moda, ovvero alle maison fiorentine che hanno dato origine alla storia moderna della moda italiana: da Salvatore Ferragamo a Gucci, fino ad Emilio Pucci, case di moda che sono raccontate attraverso i loro fondatori e i personaggi che le hanno rese celebri nel mondo, ma anche grandi sartorie italiane Roberto Capucci, Sorelle Fontana, Emilio Schuberth e Simonetta Colonna di Cesarò che hanno sfilato nella prestigiosa Sala Bianca.
Non mancano però fotografie d’antan di special guest d’Oltralpe, come Elsa Schiaparelli e Christian Dior, di esponenti dell’aristocrazia internazionale come il duca di Windsor, e star di Hollywood, icone di stile, come Audrey Hepburn, Paulette Goddard e Maria Callas. Una chicca: durante la consultazione dell’archivio e delle agende annuali dei fotoreporter di Foto Locchi, necessari per la selezione delle foto per la mostra, è emerso che la prima sfilata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti non avvenne il 22 luglio del 1952, ma il 6 giugno 1948, data sui cui venne riportata l’annotazione Serata di Gala con presentazione di modelli, un evento precursore dei nostri odierni défilé.