ItaliaOggi, 19 gennaio 2017
La Finlandia sperimenta il reddito di cittadinanza
Di reddito di cittadinanza si parla molto e ovunque, Italia compresa. Destinato a lottare contro la povertà e la precarietà, è stato sperimentato tra l’altro in Alaska, Canada, Paesi Bassi. Paesi ai quali, dallo scorso 1° gennaio, si è aggiunta anche la Finlandia.
A duemila disoccupati, di età compresa tra i 25 e i 58 anni, estratti a sorte su un campione rappresentativo della popolazione, toccheranno 560 euro netti al mese per due anni.
I destinatari della misura non percepiranno più l’indennità di disoccupazione. In compenso potranno beneficiare dell’aiuto all’alloggio e dell’assicurazione malattia. Certo, con 560 euro non è che si possano fare grandi cose, considerato che il salario medio in Finlandia supera i 2.200 euro. Piuttosto, il reddito universale intende essere uno stimolo a trovare un lavoro temporaneo o a tempo parziale in un paese nel quale il tasso di disoccupazione si situa all’8,1%. E soprattutto ha come obiettivo quello di spingere i disoccupati a uscire dalla mentalità assistenzialistica e a eludere le «trappole perverse della protezione sociale che incoraggiano la passività».
Il progetto è sostenuto dal premier centrista Juha Sipilä e gode del consenso della maggioranza dei finlandesi. In compenso sono in molti gli scettici a un’eventuale estensione della misura a tutta la popolazione. Un’idea «insensata e incredibilmente costosa», secondo l’ex ministro degli affari sociali Osmo Soininvaara. Scettici anche gli economisti, secondo i quali l’estensione a tappeto significherebbe un aumento delle imposte fino a 15 miliardi di euro.
Intanto la Finlandia si è data tempo due anni per valutarne gli effetti e deciderne il prolungamento o meno.