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 2017  gennaio 19 Giovedì calendario

Abolire fuorigioco, pari e ammonizioni. La rivoluzione di Van Basten e la Fifa

Dalla sua nascita il calcio di rivoluzioni ne ha vissute tante. È in continua evoluzione, ma quel che propone Marco Van Basten, nominato lo scorso ottobre direttore tecnico della Fifa, è forse tutto un altro gioco. L’olandese strizza un occhio alle origini e con l’altro fa un balzo nel futuro.
Quando Nathaniel Creswick e William Priest scrissero nel 1858 le Sheffield Rules, il primo regolamento, il fuorigioco non esisteva. L’ex milanista Van Basten ha spiegato al magazine tedesco Sport Bild come ha intenzione di riformare il gioco in una decina di punti e al primo c’è proprio l’abolizione del fuorigioco. «Il calcio è sempre più simile alla pallamano, dove nove giocatori più il portiere intasano l’area e le difese diventano muri. Nell’hockey hanno abolito il fuorigioco senza traumi».
La Fifa è presa dalla smania di cambiare, modificare, ritoccare e la presidenza di Gianni Infantino si è contraddistinta per aver accelerato sulla moviola in campo e approvato l’allargamento a 48 squadre della Coppa del Mondo. Il calcio continuerà a mutare, forse non tutte le idee di Van Basten diventeranno legge, ma la filosofia è chiara. «Dobbiamo cercare nuove vie per migliorare il gioco, renderlo più onesto, dinamico, interessante, così che ciò che offriamo sia davvero interessante», è il pensiero del 52enne olandese, tre volte Pallone d’oro.
L’abolizione del fuorigioco è la punta dell’iceberg. L’ex attaccante vorrebbe che l’ammonizione si trasformasse in un’espulsione a tempo: ogni cartellino giallo dovrebbe equivalere a 5-10 minuti fuori, «l’ammonizione così com’è oggi non dà un reale vantaggio a chi attacca». Meglio una sorta di cartellino arancione.
L’altra grande innovazione è l’abolizione del pareggio (se ne parla anche per i gironi del Mondiale a 48): Van Basten promuove gli shoot out a fine match e la cancellazione dei supplementari. «In 8 secondi e partendo da 25 metri il giocatore deve puntare la porta e chiudere l’azione. Il portiere non può uscire dall’area. Ora nei rigori tutto si decide in un secondo, gli shoot out sono più spettacolari». Sperimentati negli anni 90 nel campionato americano, sono stati aboliti agli inizi del Duemila.
Altra novità sarebbe il tempo effettivo negli ultimi 10 minuti di gara e questo per contrastare le perdite di tempo. Cancellate anche le due frazioni classiche da 45’ e l’intervallo da 15’, rimpiazzati da quattro quarti e tre brevi soste.
Cambiano anche le sostituzioni, non più solo tre. «Ho parlato con Guardiola che mi ha chiesto: perché non ne mettiamo sei?». Così sia. E poi una regola mutuata dal basket: il numero massimo di falli, chi ne commette cinque esce. Ancora: solo il capitano potrà parlare con l’arbitro, gare di 8 contro 8 a campo ridotto per le giovanili e gli over 45. E, per chiudere, meno partite. «Il calcio ha bisogno di più qualità, dai 75 match a stagione bisogna passare a un massimo di 55-60. Ronaldo e Messi guadagnano tantissimi soldi, se ne prendono un po’ meno ma giocano meglio il calcio ci guadagna». Come poi il minor numero di gare si concilierà con il Mondiale a 48 è da stabilire. Tutto dovrà essere proposto e votato, la rivoluzione però nasce sempre da un’idea.