Il Messaggero, 17 gennaio 2017
Da Boccea alla Tiburtina, le dieci strade-trappola incubo degli automobilisti
La leggenda racconta che Alberto Sordi mentre provava a schiacciare un pisolino di pomeriggio si rigirasse più volte nel letto, disturbato dal frastuono provocato dal traffico sotto casa. Ed esclamasse: «Poveri romani... ma dove andate? Statevene a casa...». L’immagine dell’Albertone nazionale in preda ad un attacco di nervosismo nella sua villa di via Druso, accanto alle Terme di Caracalla, racconta bene l’odissea quotidiana vissuta dai romani. È quasi consolatorio pensare che Otello Celletti ci fosse accanto mentre soffrivamo nel traffico dell’odiato incrocio di piazza Numa Pompilio. L’Agenzia per la Mobilità ha stilato la lista nera delle strade con più traffico a Roma e nella top ten figura proprio quell’area. In particolare, secondo le statistiche dell’Agenzia, uno dei dieci tratti più caotici della città comprende la zona tra la Cristoforo Colombo e viale delle Terme di Caracalla. Ci si dovrà sforzare enormemente, invece, per cercare un altro mito che possa consolarci mentre rimaniamo imbottigliati nelle strade che figurano nella black list. Dopotutto, secondo l’ultimo rapporto Tom Tom Traffic Index, i romani trascorrono quasi sei giorni l’anno in mezzo agli ingorghi. Da Boccea alla Tiburtina, secondo la mappa di Agenzia per la Mobilità i romani sono condannati a convivere con il traffico.
LA BLACK LIST
Nella black list elaborata dall’Agenzia per la Mobilità figura anche via Magna Grecia, la strada che collega San Giovanni con via Gallia e consente di raggiungere il centro attraverso Porte Metronia, via Druso e piazzale Numa Pompilio. Restando in zona risulta intasatissima anche via Cilicia, strada di collegamento tra la Colombo e San Giovanni. Nella lista non poteva mancare l’odiata Tiburtina, soprattutto nei pressi di Monti Tiburtini. La stessa strada che nel 2011 venne definita dall’Osservatorio Tom Tom la via più intasata d’Italia. Oltre mezz’ora (quando va bene) per percorrere quei sei chilometri che portano verso la periferia romana.
Tra le consolari ecco comparire la Salaria, nel tratto che dall’Aeroporto dell’Urbe porta a ridosso di villa Ada. Caos quotidiano sulla Salaria anche verso la Tangenziale Est, un’altra delle strade che figura nella classifica. Il tratto da Acqua Acetosa a viale Castrense registra nevrosi da record tra gli automobilisti. Ovviamente non si salva neanche il Centro. Nella top ten figura il lungotevere, in particolare il tratto che dalla Sinagoga porta all’Ara Pacis e in direzione opposta quello che da Castel Sant’Angelo arriva a Ponte Garibaldi. Soffre anche il Muro Torto, un’altra via di collegamento oramai divenuta celebre per i blocchi del traffico. L’Agenzia della Mobilità ricorda anche la Nomentana nel tratto che va da Corso Sempione e via di Boccea, soprattutto a ridosso del Gra. Il Raccordo, insieme alla Roma-Fiumicino, conquistano un particolare record: nel 2014 secondo le statistiche dell’Anas sono state le strade più trafficate d’Italia. Il Raccordo ha l’onore di essere citato anche dal rapporto Inrix del 2015. In particolare il tratto che va dallo svincolo di Ciampino a quello per via Casilina è tra le cinque strade più congestionate d’Italia (esclusa l’area milanese).
Anche ieri la città era stretta nella morsa del traffico. La settimana bianca sognata dai bambini e dagli appassionati di sci a Roma ormai si trasforma nella settimana nera. Invece di sfidare le Dolomiti, si trascorrono quasi sette giorni a combattere con il traffico. Si perdono in media 158 ore l’anno cercando disperatamente un modo per evitare ingorghi che inevitabilmente mangiano tempo e, perché no, salute ad automobilisti e centauri. Nell’Olimpo delle città con più di 800.000 abitanti secondo l’osservatorio Tom Tom Traffic Index, Roma batte, ad esempio, Parigi e Berlino ed è nella stessa situazione di Londra. Nella classifica europea si piazza al quinto posto (Parigi è al decimo). L’indice di congestionamento nella Capitale è del 38%. Si tratta in pratica della «percentuale di tempo in più per percorrere un tratto di strada trafficato rispetto al tempo che verrebbe impiegato nei momenti privi di traffico». L’indice raggiunge il 73% la mattina (a Roma si supera il traffico di Mosca, quinta nella classifica mondiale) e il 65% la sera.
Provando a confrontare i dati con quelli degli anni passati la situazione del traffico non sembra affatto essere migliorata: anche nel 2014 Roma era la città più trafficata d’Italia e l’indice di congestionamento era più basso (37%).
L’INUTILE MANTRA
«Lasciate le auto e prendete i mezzi pubblici». Il mantra ripetuto dalle amministrazioni degli ultimi anni si scontra dopotutto con la qualità dei servizi offerti dall’azienda del trasporto pubblico. Il rapporto Tom Tom, tra l’altro, viene citato anche dal sito dell’Agenzia per la qualità dei servizi di Roma, l’organo del Comune preposto ad analizzare il parere dei romani: nel 2016 hanno, ad esempio, bocciato i trasporti pubblici (4,5 il voto). Secondo il Libro Bianco sulla Mobilità e i Trasporti dell’Eurispes del 2014 Roma è tra le città più trafficate d’Europa e «dovrebbe aggiungere circa 2000 km a quelli attuali».
VITA DA PENDOLARE
In attesa che i mezzi pubblici funzionino, i quasi due milioni di veicoli circolanti nella Capitale (1.754.910 per l’esattezza, secondo l’Aci)ogni giorno restano intrappolati in ingorghi catastrofici. Secondo il primo rapporto statistico sull’area metropolitana ogni giorno oltre due milioni di pendolari si spostano dall’hinterland verso Roma, impiegando in media oltre un’ora. E il 48% dei pendolari residenti a Roma usa l’auto privata come mezzo di trasporto.