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 2017  gennaio 17 Martedì calendario

Antonioni sconosciuto ai critici

ROMA È certamente un maestro, e tuttavia Michelangelo Antonioni è forse meno conosciuto di quanto si potrebbe pensare. È quanto emerge da un sondaggio della rivista di settore 8 e ½ che ha chiesto a critici, registi, attori di confessare quali grandi film non abbiano mai visto. Fra gli autori italiani il più citato è di gran lunga Antonioni e il film maggiormente indicato dalla cinquantina d’intervistati è Deserto rosso.
Secondo Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema di Roma e delle Giornate degli Autori di Venezia, uno dei critici che ha confessato di non aver mai visto il film, una spiegazione c’è: «Antonioni – afferma – sconta il fatto di essere sempre stato un autore fuori tempo, meglio in anticipo sui tempi, poco incline ai generi, che ha sempre concesso poco alla spettacolo, amante della sperimentazione: insomma un autore molto amato, ma da una ristretta cerchia di appassionati». «Il fatto è – commenta Steve Della Casa che invece non ha mai visto Cronaca di un amore – è che Antonioni sconta le conseguenze di una celebre battuta di Gassman in Il sorpasso quando, parlando di un suo film, diceva “mi sono fatto una grande dormita”.
Certo è che i risultati del sondaggio sono sorprendenti perché, oltre a Antonioni, si scopre che illustri critici e studiosi confessano, in una sorta di disinvolto quanto incredibile coming out, di non aver visto film come Germania anno zero di Rossellini, La caduta degli dei di Visconti, Per un pugno di dollari di Sergio Leone. La sorpresa nasce dal fatto che se fino a qualche anno fa rincorrere i grandi titoli del passato era effettivamente complicato, oggi, grazie a dvd e alla rete, l’intero patrimonio cinematografico è disponibile.
Ma proprio questa facilità rischia di compromettere la cultura cinematografica. Ama ricordare un cinefilo appassionato come Gianni Amelio che una volta per recuperare l’opera di un grande regista bisognava aspettare il cineclub, oggi invece con i dvd lo si può vedere quando si vuole, ma alla fine si rinvia sempre col risultato di non vederla mai più.