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 2017  gennaio 17 Martedì calendario

Passeggini, lavori all’aperto. Il paese dove 21° sottozero non fanno paura a nessuno

MONGUELFO-TESIDO (Bolzano) È il nostro Polo Nord: ha per coordinate quelle del paese di Monguelfo-Tesido in Val Pusteria, Alto Adige. L’altra notte il termometro si è inabissato a meno 21,2 gradi, la temperatura più fredda degli ultimi sette anni, come informa il meteorologo della provincia di Bolzano Dieter Peterlin. Certo, sulle vette alpine c’è anche di peggio, ma per un paese è il gradino più alto del podio nella classifica dei centri abitati più freddi d’Italia.
Alle porte di Tesido, che di Monguelfo è frazione e ne condivide il nome, si viene accolti da un’insegna: «Benvenuti nel paese del sole». E il sole brilla nel cielo azzurro, ma non ce la fa a liberare il paese dal gelo. Con il termometro inchiodato intorno ai meno 10 anche nelle ore più calde (si fa per dire) non si scioglie nemmeno un fiocco della poca neve caduta la scorsa settimana. Neve che resta appiccicata ai rami degli alberi, ai tetti, alle ringhiere, ai cartelli stradali. Niente stalattiti di ghiaccio quindi, come uno si aspetterebbe. Tutto congelato, fermo come in una cartolina imbiancata.
Per le vie del paese qualcuno c’è che ha messo il naso fuori dalla porta, una piccola rappresentanza dei 2.809 abitanti registrati all’anagrafe del Comune. Ma del freddo nessuno si preoccupa.
«In trent’anni di lavoro non ho mai avuto freddo né alle mani né ai piedi – testimonia Josef, che si presenta solo con il nome e cammina senza guanti né berretto —. Ho sempre lavorato stando molto all’aperto per rifornire di latticini della Senni, azienda di Brunico, negozi e alberghi. Nel 1986 – aggiunge – ha fatto freddo come oggi per tre mesi, fino a San Giuseppe, cosa vuole che sia!».
Poco dopo, lungo la salita tra Monguelfo e Tesido, va di buon passo Konrad Kummerer, pensionato che lavorava in un negozio di Rasun di Sotto. Dalla app del suo cellulare ci fa vedere che ha percorso 15 chilometri in tre ore e 21 minuti – fermandosi ogni tanto, ci tiene a dire. Che in alcuni tratti il termometro segnasse, in pieno giorno, meno 14 gradi, poco importa: «Le nostre case sono ben isolate – spiega —, con le stube (i soggiorni, ndr ) foderate di legno. Quasi tutti abbiamo poi la stufa a legna oltre al teleriscaldamento che una centrale termica, anch’essa alimentata dagli scarti del legno, fornisce ai paesi di Villabassa e Monguelfo-Tesido».
Tornano dalla scuola di musica, con le chitarrine sulla schiena portate come uno zainetto, due bambine con le trecce che sporgono dal berretto: non si scompongono, sembra una giornata come tante altre. E una signora è a spasso con il suo bambino nel passeggino, spingendolo su per St. Georggasse. Due ragazzini delle medie stanno seduti sulla neve sotto un albero, a chiacchierare, in tedesco, in riva al torrente gelato. Giocano, hanno altro per la testa che pensare al freddo.
La signora Anna è proprietaria dell’agriturismo Landhof di Tesido in Via del Sole. «Affittiamo le camere – dice – quindi dobbiamo scaldarle bene, ma abbiamo abbastanza da vestirci e non siamo pigri». E racconta che nella stalla alleva dodici mucche, molti conigli e due gatti. Produce latte, yogurt e burro per la colazione dei suoi ospiti. «Se devo consigliare cosa fare con questo freddo vi dico: andate con le ciaspole alla malga di Tesido e godetevi la discesa di quattro chilometri con lo slittino. A casa poi c’è la stufa su cui appoggiare la schiena».