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 2017  gennaio 16 Lunedì calendario

Strade smart

UN OSSIMORO o uno choc culturale. A voi la scelta. L’Anas, l’Azienda nazionale autonoma delle strade statali creata nel 1946, metterà in piedi una delle reti stradali tecnologicamente più avanzate d’Europa. E lo farà partendo, fra gli altri, dal raccordo anulare di Roma e dalla Salerno-Reggio Calabria. Già, quella che hanno impiegato trent’anni ad aprire. Nota per scandali e inefficienze fino alla gestione di Pietro Ciucci terminata nel 2015, l’Anas diretta da Gianni Vittorio Armani tenta uno scatto che nessuno credeva fosse nel suo dna.
IN attesa della fusione con Ferrovie, Anas lavora al progetto Smart Road: tremila chilometri cablati con fibra ottica, wi-fi, sensori, aree per la ricarica di veicoli elettrici. Non solo: oltre sessanta chilometri di questa rete saranno aperti alla sperimentazione dell’auto a guida autonoma. Compreso un tratto della Salerno-Reggio Calabria, oggi chiamata A2 o “Autostrada del Mediterraneo”. Da pietra dello scandalo a laboratorio per la mobilità del futuro in una manciata di mesi.
Vedremo se accadrà davvero, ma intanto già l’ascoltare un piano del genere fa impressione. Uno choc culturale, appunto, anche considerando i tempi: apertura prevista inizio 2018 grazie a 160 milioni di euro stanziati. E collaborazioni importanti come quella con l’Asi, l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e la VisLab, che sta per Artificial vision and intelligent systems laboratory, costola dell’università di Parma acquisita a giugno dalla californiana Ambarella per 30 milioni di euro.
«Assieme all’Anas stiamo spingendo perché con il ministero dei Trasporti si arrivi a un quadro normativo che permetta la sperimentazione su strade pubbliche delle auto del futuro», racconta Alberto Broggi, general manager di VisLab. «Sulla guida autonoma lavoriamo da più di vent’anni e abbiamo vari prototipi. I test sono fondamentali, intendo quelli realizzati in condizioni di traffico reale e non su pista, ma servono regole. Che esistono già in California, Nevada, Michigan e alcuni altri stati dell’America del Nord, oltre che in diverse zone di Germania, Inghilterra e Scandinavia. Con Anas ci siamo trovati d’accordo: noi vogliamo portare la tecnologia nelle auto, loro sulle strade».
Per capire come stanno le cose, in una Roma intasata dal traffico che impazzisce ad ogni pioggia insistente, siamo andati in via Monzambano 10, zona stazione Termini. L’Anas abita qui, in un palazzo d’epoca fascista dai corridoi immensi illuminati da luci troppo bianche. «Sappiamo che la tecnologia e gli standard di connessione cambieranno nel tempo», ci spiega Luigi Carrarini, responsabile del progetto Smart Road. «Nel 2020 arriverà il 5G per le comunicazioni mobili e sugli standard di trasmissione dati fra macchina e macchina bisogna ancora che le case automobilistiche trovino un accordo. Noi però, nel frattempo, appoggeremo la fibra lungo le strade e questo permetterà di controllarle in tempo reale, fornire servizi per la sicurezza che vanno ben oltre la stessa comunicazione fra macchina e macchina, visto che ha un raggio limitato. Monteremo una infinità di sensori, centralizzeremo la raccolta delle informazioni, applicheremo algoritmi per trovare le soluzioni più efficaci per snellire il traffico. E infine offriremo connettività».
Grazie al Wi- Fi in motion, gestori terzi potranno far accedere gli automobilisti a un collegamento a banda larga stabile finché ci si tiene entro i 130 chilometri orari. E si potrà dare accesso al web di alta qualità in quelle zone attraversate dalle strade cablate, collegandosi alla fibra. Il tutto verrà alimentato da piazzole dotate di pannelli solari e punteggiato di stazioni per la ricarica dei veicoli elettrici, per le quali è stato avviato un confronto con Enel.
La direzione generale per i trasporti ( Dg Move) della Commissione europea intende cominciare a scrivere le regole per la guida autonoma fra il 2018 e il 2019. La Salerno-Reggio Calabria potrebbe arrivare prima. Se all’Anas ci riuscissero, sarebbe uno di quei sorpassi dei quali parleremo per anni e anni.