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 2017  gennaio 16 Lunedì calendario

I ragazzi che allenano robot nella squadra di calcio del futuro

L’obiettivo è ambizioso, ma si conta di raggiungerlo entro il 2050: mettere in campo una squadra di calcio fatta di robot in grado di sfidare la nazionale campione del mondo. Nel frattempo, le parole d’ordine del movimento internazionale della robotica – che si riconosce nella RoboCup – sono studiare, applicarsi, sperimentare, sviluppare e far crescere qualche start-up del settore. Il cammino di questa sfida passa anche per il Verbano Cusio Ossola grazie all’associazione Elettra Robotics Lab di Domodossola e all’istituto superiore Cobianchi di Verbania. 
Sono loro che si sono assunti l’onere di fare proseliti, insegnando l’arte di realizzare intelligenze artificiali che possano dare un contributo per arrivare al traguardo di metà secolo. «Nella nostra associazione ci sono soprattutto ragazzi che, finiti gli studi negli istituti superiori Marconi di Domodossola e Cobianchi di Verbania cercano un ambito dove dare seguito alla passione per la robotica – spiega Andrea Grieco, 25 anni, tra gli animatori di Elettra Robotics Lab -. Ci sono momenti di confronto pubblico nei quali cerchiamo di trasmettere le nostre conoscenze e acquisirne di nuove». Anello di congiunzione fra queste realtà è l’ingegnere Raimondo Sgrò, insegnante di elettronica e referente nazionale della RoboCup Junior, che da anni avvia i suoi allievi all’affascinante mondo dei robot. «Questa attività – racconta Raimondi – ci ha dato la possibilità di sviluppare idee e partecipare a eventi importanti. I ragazzi imparano a conoscere il settore e qualche volta nascono collaborazioni di rilievo. Abbiamo anche in mente di dare vita a una start-up per mettere a frutto le conoscenze acquisite». La collaborazione tra l’associazione e le scuole del Vco ha permesso agli studenti di Verbania di vincere a Lipsia, in Germania, il campionato del mondo nella categoria superteam con la squadra ribattezzata Mega Hertz e di ottenere la terza posizione nella prova individuale della Robocup Junior. «Abbiamo partecipato – racconta Lorenzo De Gasperi – con due robot che sanno interpretare solo alcuni aspetti di una partita di calcio». 
I giocatori «di talento» della squadra di robot si chiamano Viper e Raptor, le produzioni più importanti del gruppo pensate per giocare a calcio, e poi c’è Titanus, il robot umanoide che gioca a pallone ma sa pure danzare. «Stiamo lavorando per renderli più completi – aggiunge Grieco – fino ad arrivare a realizzare due squadre di calcio e farle giocare tra di loro». Ma la strada verso l’obiettivo del 2050 è anche lastricata di difficoltà, non solo legate alla tecnologia. «I nostri limiti sono rappresentati dalle risorse economiche, che sono scarse: un robot calciatore a noi è costato 6 mila euro solo di materiali. Senza contare le ore del nostro lavoro». Molto attivi nella realizzazione dei progetti anche Alessandro Micheloni e Matteo Bellorini della 4ª Informatici dell’istituto Cobianchi. «Al mondo della robotica si possono avvicinare tutti – conclude Sgrò -. Si parte dai linguaggi di programmazione più facili per affrontare quelli più complicati: passaggi graduali».