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 2017  gennaio 14 Sabato calendario

Addio a Lord Snowdon, spericolato fotografo di corte

LONDRA I grandi fotografi finiscono spesso per sposare le proprie modelle. Anthony Armstrong-Jones, in seguito meglio conosciuto come lord Snowdon, è stato l’unico ad esserci riuscito con la figlia di una regina. Diventato famoso giovanissimo, come fotografo di corte all’inizio del regno di Elisabetta II, fu invitato a Buckingham Palace per fare il ritratto di Margaret, sorellina della sovrana, e dopo un breve corteggiamento la portò all’altare. I Windsor non immaginavano che quell’uomo bello e spiritoso, uscito da Eton, la scuola dei re, e da Cambridge (dove tuttavia si era più distinto vincendo la regata contro Oxford che per gli studi), avrebbe fatto scoppiare il primo scandalo nella storia moderna della famiglia reale. E lui non immaginava che il tempestoso matrimonio con Margaret, fra corse in motocicletta avvinghiati l’uno all’altro per le strade della capitale, party scatenati con Vip, tradimenti reciproci, avrebbe finito per offuscare il resto della sua vita.
Anche ieri che se n’è andato, all’età di 86 anni, nella sua casa di Londra, il necrologio della Bbc ha ricordato il gossip, le infedeltà coniugali, gli eccessi di alcol e droga, prima di citare la mostra personale dedicatagli dalla National Portrait Gallery a conclusione di una brillante carriera.
All’alta società era abituato fin da piccolo: ricoverato sei mesi in ospedale per una polio, ricevette le visite di Marlene Dietrich e Noel Coward. Ma non dei genitori, che preferivano fare la bella vita e stavano divorziando. Crebbe in una “boarding school” e fin da subito imparò a cavarsela da solo: bocciato all’esame finale di architettura, si reinventò come fotografo di moda e spettacolo. I suoi ritratti non convenzionali della regina e del marito Filippo, in occasione di un viaggio in Canada, gli aprirono le porte di palazzo reale. E presto quella della camera da letto di Margaret.
Fu il primo “commoner” a sposare la figlia di un monarca (per ovviare al problema fu nominato conte) e il loro fu il primo matrimonio trasmesso in tivù. Dalle nozze nacquero due figli, sebbene marito e moglie cominciaro-no a bisticciare e a tradirsi molto in fretta. Facevano vita separata per settimane, lui le lasciava bigliettini con su scritto «tutte le ragioni per cui ti detesto», lei scappava ai Caraibi con Mick Jagger. Si disse che il matrimonio era fallito per l’omosessualità di Snowden. In realtà per la sua sfrenata bisessualità: «Se si muove, è mio» (o mia, a seconda dei casi), è una sua celebre battuta. «Nel suo mondo consistono amori a lungo termine e avventure occasionali», ha scritto una biografa.
Ma il suo fascino aveva conquistato, in altro modo s’intende, anche Sua Maestà: nonostante il divorzio da Margaret (dopo un plateale flirt della principessa), il suo secondo matrimonio (appena un mese dopo il divorzio), una lunga storia con un’amante finita suicida, la regina ha sempre mantenuto buoni rapporti con lui. Intanto lord Snowden non smise mai di lavorare («lavoro e sesso», non necessariamente in quest’ordine, «sono le sue ossessioni», è stato detto), ritraendo attori, cantanti, personaggi, da David Bowie a Jack Nicholson a lady D, girando documentari, vincendo premi. Resta il dubbio se sia stato più grande come fotografo o come playboy, ma certo si è divertito in entrambe le parti.