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 2017  gennaio 15 Domenica calendario

«Così si creano degli animali più aggressivi e mai domestici»

ROMA «Il lupo non è mai un animale domestico. E nel caso scoperto dalla Forestale potrebbe essere anche più pericoloso del solito. Soprattutto se chi lo tiene in casa non è in grado di gestirlo». Parola di Federico Coccìa, presidente della Fondazione Bioparco di Roma, dove sono ospitati quattro esemplari – fratelli – di lupo italiano. «Rigorosamente puri ma a rischio estinzione», spiega.
Cosa si deve aspettare chi, senza saperlo, ha acquistato un cane incrociato con uno di questi animali?
«Innanzitutto per queste persone si tratta di una beffa: si ritrovano con un cane che immaginavano vicino per tutta la vita, ma non è quello che volevano. È un misto di razze, non c’è purezza. Il problema non è tanto se l’esemplare sia bello o brutto. Magari è bellissimo, ma potrebbe avere dei geni che ne aumentano a dismisura l’aggressività, nel momento in cui in lui prevale l’aspetto selvatico rispetto a quello domestico».
A cosa bisogna fare attenzione?
«Il maschio è molto più aggressivo, anche fra i lupi. E per loro vale il discorso del capo branco e del rispetto delle gerarchie. Portare un cane così imbastardito in un parco dove ci sono altri maschi potrebbe essere davvero un bel problema. Peraltro, essendo incrociato ha perso le sue caratteristiche, come la diffidenza e la territorialità».
Il lupo nordamericano è più pericoloso del nostro?
«Sicuramente è molto più grosso, ha la stazza di un alano. E il morso di un esemplare da 50-60 chili, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. Comunque non posso pensare a un lupo che sta in casa o al guinzaglio. Fa rabbia vedere che facciamo tanto per salvarlo e poi ci sono persone che invece lo commercializzano».