Corriere della Sera, 14 gennaio 2017
Il treno va col vento
«O, quale impresa grandiosa dello spirito è questa scoperta! Voliamo come le nuvole in tempesta, come gli uccelli migratori in viaggio. Il nostro cavallo selvaggio sbuffa e ansima, dalle su froge esce un fumo nerastro. Non avrebbe potuto Mefistofele volare più velocemente insieme con Faust sul suo mantello!». Correva l’anno 1840 e lo scrittore danese Christian Andersen glorificava la locomotiva a vapore, che con la sua caldaia a carbone correva più rapida di ogni altro mezzo, come simbolo di progresso. Oggi mentre all’Est (in Cina, che ha costruito la più grande rete ad alta velocità del mondo: 20 mila chilometri, più di tutti gli altri Paesi messi insieme) e all’Ovest (negli Stati Uniti con i progetti dell’avveniristico hyperloop di Elon Musk, destinato a unire Los Angeles a San Francisco in 30 minuti di viaggio nel vuoto) si continua a puntare sulla velocità, in Europa si fa anche un altro investimento sul futuro: la sostenibilità. Capostipite è l’Olanda, che dal primo gennaio muove tutti i propri treni elettrici grazie all’energia pulita del vento.
È il primo Paese al mondo a riuscirci, addirittura con un anno di anticipo sul programma originario, che indicava come obiettivo l’inizio del 2018. Ogni giorno 600 mila olandesi si spostano sui 5.500 convogli della Nederlandse Spoorwegen (NS, le ferrovie nazionali) senza produrre nemmeno una molecola di anidride carbonica o di emissioni nocive. Impatto zero.
Un risultato ottenuto anche grazie all’enorme espansione dell’eolico: l’Olanda ha il record mondiale di capacità produttiva per singolo cittadino e solo nel 2015 ha costruito 153 nuove turbine, mentre le 2.200 installate in tutto il Paese hanno generato 7 miliardi di chilowattora di elettricità, il 20% in più rispetto all’anno prima.
Non è l’unico tentativo di rendere più sostenibile il trasporto su rotaia. Il prossimo dicembre la Germania inaugurerà con due convogli sperimentali il primo treno a idrogeno del mondo. Prodotti dall’azienda francese Alstom, si chiamano Coradia iLint e saranno impiegati nel Land nord occidentale della Bassa Sassonia. Con un pieno potranno viaggiare per 800 chilometri a una velocità massima di 140 chilometri all’ora e immetteranno nell’atmosfera solo vapore acqueo. L’idrogeno impiegato nella locomotiva è un residuo della lavorazione dell’industria chimica ed è quindi più sostenibile del carburante dei tradizionali locomotori non elettrici (alimentati a diesel).
Infine l’Imperial College di Londra ha appena annunciato un accordo con «10:10», un’organizzazione non profit impegnata a prevenire i cambiamenti climatici, per sviluppare pannelli solari da installare lungo i binari delle ferrovie, in modo da alimentare con il solare i treni elettrici, soprattutto nelle zone mal collegate alla rete elettrica nazionale.
Sole o vento, i treni del futuro si muoveranno soprattutto grazie alla forza della natura.