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 2017  gennaio 14 Sabato calendario

La vita a Tripoli ai tempi dei sabotaggi

Black out forzato, crisi di contanti e mancanza di generi di prima necessità: sono i problemi con i quali la popolazione di Tripoli è da giorni alle prese a causa di dissidi tra forze politiche e clan. Un sabotaggio alla conduttura principale di carburante che alimenta la centrale elettrica di Janzour sta costringendo ad attuare tagli forzati nella fornitura di corrente alla città di Tripoli, con interruzioni coatte che, in alcune zone periferiche, raggiungono finanche le 19 ore. Per di più in un momento in cui le insolite temperature rigide richiedono l’impiego di riscaldamenti elettrici, oltre al fatto che con la mancanza di corrente rallenta anche la fornitura di acqua. A spianare la strada ai sabotatori (anti-Sarraj) è stato il ritiro volontario da parte della brigata Al-Nasr preposta alla sicurezza di Janzour, dopo le accuse mosse ai propri comandanti di essere al centro di un colossale traffico illecito di carburante nel porto di Zaia. Le accuse sono giunte dal capo delle guardie petrolifere Noc, Mustafa Sanalla, «per fare giustizia e legittimare il governo di unità nazionale», dicono alcuni, «o forse per dargli il colpo di grazia», dicono altri. Nel frattempo c’è un problema di accesso alla liquidità con le banche che dichiarano di non avere disponibilità. Per ritirare anche piccole somme di denaro occorre affidarsi a mediatori che chiedono cifre elevate di commissione, oppure occorre fare ore di fila nella speranza di ritirare qualche dinaro. Tutto ciò mentre i prezzi aumentano del 5 e 6% al mese e la disponibilità di generi di prima necessità è crollata sul mercato di Tripoli per mancanza di forniture e importazioni.