Il Sole 24 Ore, 10 gennaio 2017
Banche venete, al via i mini-rimborsi
È la mano tesa per risanare l’incalcolabile danno subito dai risparmiatori, è il tentativo di recuperare credibilità sul mercato, è la volontà di ridurre il rischio di contenziosi, è la dimostrazione della rottura con il passato e della necessità di riannodare i fili con il territorio. Ma più di ogni altra cosa, l’Offerta di Transazione presentata ieri a Padova dalla Popolare di Vicenza e da Veneto Banca – due distinte proposte ma dalle linee guida pressoché identiche – è un decisivo «patto» con i soci, un accordo di ferro, senza il quale sarebbe compromessa l’esistenza stessa dei due istituti.
Perché se non ci sarà l’adesione di almeno l’80% dei soci interessati – 169mila azionisti, 94mila per la Vicenza e 75mila per Veneto Banca, l’82% dei 207mila complessivi – cadrà tutta la valenza dello strumento. Non avrà efficacia l’iniziativa (nonostante sia ammessa una piccola flessibilità sulla percentuale) e non si riuscirà a creare «la premessa per reperire gli investimenti per il rilancio della banca», nelle parole del presidente della Vicenza Gianni Mion. È, dunque, fondamentale il ruolo dei risparmiatori a cui si rivolge l’Offerta: a loro, oltre che un rimborso, viene rivolto un vero e proprio appello che suona come un allarme sulla stabilità e sul futuro delle due banche.
La corsa contro il tempo è iniziata ieri a Padova, con la presentazione del piano: durerà due mesi, fino al 15 marzo per Veneto Banca e fino al 22 marzo per la Popolare di Vicenza. In questo lasso di tempo gli azionisti individuati tra coloro che hanno acquistato azioni negli ultimi dieci anni riceveranno a casa lettere esplicative, potranno chiedere alle filiali chiarimenti e aderire all’offerta, che per l’istituto vicentino prevede un rimborso di 9 euro per azione acquistata (il 14,4% del valore massimo di 62,5 euro raggiunto dal titolo), mentre per Veneto Banca un rimborso del 15% del valore dell’azione (tra i 4,5 e i 6 euro ad azione; la scelta di Veneto Banca di rimborsare in percentuale è legata alla maggiore oscillazione subita dal titolo), al netto dei dividendi percepiti. A disposizione ci sono più di 600 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno 60 milioni – 30 destinati alla BpVi e 30 a Veneto Banca – come plafond dedicato a chi si trova in condizioni economiche estremamente disagiate. Per questi risparmiatori, per i quali saranno concordate le modalità con le associazioni dei consumatori, i rimborsi possono essere di molto superiori ai 9 euro o al 15%. Una volta accettata l’Offerta di Transazione, si dovrà aspettare la chiusura dell’operazione e, presumibilmente tra aprile e maggio, ricevere il rimborso. Che sarà non tassabile, trattandosi di un indennizzo forfettario. I soci che aderiranno al piano rimborsi manterranno il possesso delle azioni ma dovranno obbligatoriamente rinunciare a qualsiasi azione legale nei confronti delle banche.
I soci destinatari dell’offerta sono stati selezionati secondo criteri precisi: persone fisiche e famiglie, ma anche ditte individuali, società di persone, enti no profit, curatele fallimentari, onlus. È, invece, escluso dall’offerta chi non è azionista delle due banche, le società di capitali, gli investitori istituzionali, gli azionisti che abbiano già promosso cause civili, chi è rimasto coinvolto in operazioni di capitale finanziato, soggetti che abbiano ricoperto o ricoprono ruoli rilevanti all’interno dei due gruppi. L’offerta sarà accompagnata da una serie di proposte commerciali che possono aumentarne l’entità: Veneto Banca mette in campo “LineaPerTe”, che prevede l’applicazione di condizioni agevolate e rendimenti a favore di una serie di prodotti come mutui residenziali, depositi vincolati e conti correnti. Ha le stesse caratteristiche la proposta commerciale della Popolare di Vicenza.
«È un’operazione mai fatta prima», ha detto l’amministratore delegato di BpVi Fabrizio Viola. «Vogliamo ricostruire la banca e per questo abbiamo bisogno della fiducia dei clienti e degli investitori», così il presidente di Veneto Banca Massimo Lanza. «L’intento non è quello di recuperare raccolta. Con questa azione vogliamo recuperare i nostri clienti», ha aggiunto Cristiano Carrus, ad di Veneto Banca.
I prossimi due mesi saranno serratissimi di incontri promozionali per divulgare l’Offerta e nel contempo proseguirà l’esame delle modalità per la cessione degli Npl e lo studio sui piani industriali e sul piano di fusione, la cui prima bozza sarà all’attenzione della Bce probabilmente alla fine di gennaio. Per la fusione vera e propria si dovrà aspettare qualche mese, ma «tecnicamente ci sono i tempi per farla entro il 2017», ha annunciato Fabrizio Viola. Il quale ha anche ipotizzato nel prossimo futuro la vendita del 40% di Arca sgr e ha auspicato la ricostruzione del rapporto con Cattolica.