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 2017  gennaio 09 Lunedì calendario

Fognini, esame di maturità

Tempo di cambiamenti per Fabio Fognini, che oggi fa il suo esordio stagionale a Sydney contro il tedesco Kohlschreiber. Lo scorso novembre ha annunciato la fine del rapporto professionale con José Perlas, quindi ha ufficializzato il cambio di sponsor tecnico passando da Adidas a Hydrogen e il nome del nuovo coach: Franco Davin. Ha svolto la preparazione invernale a Miami, mentre nella restante parte dell’anno i due faranno base a Barcellona, dove Fognini risiede ormai da anni. Infine la notizia più bella e attesa: la gravidanza della moglie Flavia Pennetta. Belli, ricchi e innamorati: la versione made in Italy di Agassi-Graf. Flavia e Fabio non hanno mai fatto un Golden Slam, ovvero vincere tutti e 4 i Major più l’oro olimpico come Andre e Steffi, ma in fondo chi mai l’ha fatto se non solo loro? E comunque la brindisina il suo Slam lo ha vinto eccome a New York nel 2015, prima di decidere che la famiglia vale più di una pallina da rincorrere. All’appello manca Fognini, che pure le qualità per emergere le ha, se non fosse che osservandolo in campo sembra di trovarsi dinanzi a un’opera incompiuta. Tra ottime prestazioni, match stellari contro top ten (alle Olimpiadi di Rio era avanti 3-0 nel set decisivo contro Murray) e altrettanti disastri, il ligure non è mai riuscito a dare continuità ai suoi risultati. Ha chiuso il 2016 al n.49 del ranking e ora a 29 anni il 2017 può essere la stagione dell’ultimo appello.
UNA SFIDA INTRIGANTE
La scelta di affidarsi a Davin è ambiziosa perché l’argentino è uno dei top-coach a livello mondiale e possiede un background importante nonostante sia ancora piuttosto giovane (47 anni). Giocatore di buon livello (n.30), ha smesso a soli 27 anni. È stato capitano dell’Argentina in Fed Cup e poi in Coppa Davis, prima di diventare il coach di Coria, Gaudio e Del Potro: è andata bene con tutti. Il primo è ripartito alla grande dopo la sospensione per doping, il secondo ha vinto il Roland Garros nel 2004 ed è salito fino al n.5 Atp, mentre con il terzo ha lavorato per 8 anni e Delpo ha trionfato agli US Open 2009 raggiungendo il best ranking di n.4. Davin ha poi intrapreso un tortuoso percorso con Dimitrov: non è riuscito a domare un cavallo pazzo come il bulgaro, saprà farlo con Fognini?
OBIETTIVO TOP TEN
«Fabio ha talento e si affida all’intuizione. Ma sono con quella è difficile vincere con continuità. Non deve più dipendere dalla giornata sì o no, deve trovare stabilità. Nel tennis devi essere al top tutti i giorni. Ci vuole tempo, ma può farcela», spiega Davin. Che non lascia nulla al caso: «Io lavoro come un matematico. Fabio ha momenti in cui perde 8-10 punti di fila ed esce dalla partita. Non serve dirgli che non deve perdere la testa, per reagire deve sapere bene cosa fare. Ed è un aspetto che si allena». La paternità potrebbe aiutarlo: «Essere padre è positivo aggiunge Davin a patto di organizzarsi bene. Flavia va ascoltata perché conosce il tennis e per Fabio è un vantaggio». Nel 2014 l’azzurro è stato ad un passo dai top ten (n.13). «Lo scopo è metterlo nelle condizioni di arrivare lì, ma recuperare dopo un anno come l’ultimo non è semplice. È stato a lungo infortunato e nel corso della preparazione in Florida ha accusato qualche dolore. Bisogna andare cauti: nei prossimi tre mesi va messo a punto il lavoro che gli consenta di giocare una stagione senza infortuni. Poi potremo fare altre valutazioni».