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 2017  gennaio 09 Lunedì calendario

La rivoluzione in 10 anni dell’iPhone

Martellavamo con le dita i tasti del Blackberry e dei cellulari di precedente generazione, come avevamo imparato a fare da bambini sulla Olivetti Lettera 32. Poi venne Steve Jobs in maglione e jeans il 9 gennaio del 2007 sul palco del Macworld a San Francisco a dirci che eravamo delle cariatidi, e che il futuro era fatto di schermi tattili che leggevano il tocco dei polpastrelli. Lo guardammo stupiti, ed increduli che quel televisore tascabile che Jobs chiamava Edge, o G2, fosse davvero l’evoluzione della telefonia mobile. Ci sbagliavamo, perché era molto di più: era una finestra sul mondo che ci invitava ad un viaggio fantastico, dal quale non saremmo più tornati indietro. Presto avremmo imparato non più a digitare sullo schermo o ad aiutarci con un pennino per farlo, ma a far danzare le nostre dita per spostare il punto di osservazione, entrare con lo sguardo in profondità nell’immagine, o agitare furiosamente l’indice in cerca di una foto, di un documento, o del prossimo amante.
IL DEBUTTO
A dieci anni da quella data l’iPhone, e lo smartphone il cui debutto avvenne nello stesso anno, sono talmente integrati nella nostra vita da far più notizia quando riusciamo a separarcene che quando li usiamo. Proviamo solo a immaginare cosa sarebbero i nostri orizzonti quotidiani senza guida satellitare e senza mappe, senza Uber e senza Twitter, o una delle altre 2,2 milioni di app che dal 2008 a oggi sono state scaricate 140 miliardi di volte. L’iPhone ha portato nelle tasche di tutti l’accesso all’Internet, che era iniziato a beneficio di una nutrita minoranza di adepti già in possesso di un computer. Un mondo connesso e aperto alla diffusione della conoscenza è fiorito nelle favelas brasiliane e sotto le tende improvvisate con i sacchi della spazzatura alla periferia di Mumbai.
Lo smartphone ha spazzato via il telefono tradizionale non solo come mezzo di comunicazione, ma anche per il costoso regime di tariffe che lo accompagnava. La seconda tra le app scaricate ogni anno è WhatsApp, l’icona verde che permette ad un miliardo di utenti di parlarsi a qualsiasi distanza senza pagare un soldo. La prima è Facebook, il denominatore comune della vita sociale, prima fonte di informazione per i giovani sotto i 25 anni, a sua volta rimpiazzo di quelle che una volta erano gli altri luoghi d’incontro, dai giardini comunali al muretto. Nella pattumiera della storia dei consumi sono finiti anche giradischi e boom box, cd e vinile. Tutta la musica in circolazione oggi passa attraverso la sintesi definitiva che ha trasferito l’iPod sul cellulare della Apple.
LE FOTO
Il primo cellulare con macchina fotografica aveva un obiettivo fotografico da un terzo di megapixel. L’iPhone 7 ha due obiettivi da 12 megapixel e ha alle spalle il 6 che è già stato usato per la realizzazione di un film candidato a premi internazionali, accanto a quelli girati con cineprese milionarie. La stessa idea della fotografia è stata radicalmente cambiata con l’arrivo della camera su cellulare: l’immagine più scattata e più diffusa oggi è il selfie, una parola che è entrata nel dizionario Webster soltanto cinque anni fa, e che oggi ha portato il totale delle foto scattate nel mondo in un anno a 2.500 miliardi. Oltre alle immagini infine l’iPhone sintetizza la voce. Siri è partito con l’autorevole voce di una professoressa dallo scibile infinito, pronta ad aiutarci a navigare l’intero spettro della conoscenza. Con il tempo si sta raffinando anche lei, e promette di diventare il robot casalingo che sognavamo mezzo secolo fa. Un robot che accende e spegne le luci di casa, apre la porta del garage, accende i fornelli e regola il riscaldamento.
Al tempo stesso ci ascolta e ci osserva con un occhio sempre più acuto e apprezzato; dall’industria pubblicitaria e persino dalla polizia. Il futuro dei messaggi che invitano all’acquisto è fatto di comunicazioni individuali, che ci raggiungeranno nel luogo e nel tempo più opportuno, tramite lo schermo e l’altoparlante del telefonino. In un tribunale di Bentonville in Arkansas, la procura statale sta lottando per avere accesso ai dati registrati dal sistema di sicurezza acustico per la casa: Alexa, distribuito da Amazon. Gli investigatori pensano che abbia potuto raccogliere prove sull’identità di un omicida. In un altro processo ad Atlanta il giudice deve decidere se ammettere come prova la lettura digitale di un contatore dell’acqua azionabile a distanza tramite smartphone. Il consumo improvviso e cospicuo alle tre di mattina potrebbe inchiodare anche in questo caso un altro sospetto omicida all’evidenza che era a casa a cancellare tracce di sangue sul balcone, e non in discoteca come aveva dichiarato alla polizia.
IL FUTURO
Giunto al vertice di una tale rivoluzione, l’iPhone ha ancora un terreno di espansione nella nostra vita quotidiana per il futuro? Molti analisti di settore cominciano ad avanzare l’ipotesi che la crisi delle vendite che nel 2016 ha interrotto la serie consecutiva dei 9 record precedenti, e ha sottratto 20.000 unità al tetto dei 231.000 iPhone venduti nel 2005, non sia solo il frutto di una concorrenza più agguerrita da parte delle aziende cinesi e coreane, ma abbia radici più profonde. Il telefono tascabile al colmo della sua funzionalità mostra anche i limiti di ingombro: deve essere estratto tutte le volte che si vuole usarlo, e la manipolazionNext >e distrae da altre occupazioni. Il telefonino di Steve Jobs potrebbe varcare un ultima frontiera: la perfetta identificazione con il suo possessore. Da quando l’iPhone 5 ha introdotto la touch id, che riconosce l’impronta digitale, la sopravvivenza del passaporto come documento principe per l’identità è minacciata. Quest’ultimo atto di compenetrazione potrebbe però essergli fatale: oltre la soglia si aprono nuovi orizzonti di utilizzo dell’elettronica, tutti legati all’intelligenza artificiale e alla realtà virtuale, i quali presto potrebbero portarci in una nuova era, nella quale il tatto e l’uso delle dita diventeranno superflui e desueti, in favore di un nuovo strumento rivoluzionario: occhiale, maschera o impianto sottocutaneo che sia.