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 2017  gennaio 09 Lunedì calendario

«In classe col piumino». A Roma scuole lasciate al freddo

Sul banco i libri, in testa il cappello di lana. Brrr....si studia. E mi raccomando, in classe non toglierti nemmeno la sciarpa, il piumone e i guanti. Mamma, ma sono a scuola. Appunto. Manca solo la neve, per il resto è come sulle piste da sci. Cari genitori romani, se non volete che i vostri figli tornino a casa con la febbre e il raffreddore, copriteli bene. In aula potrebbero trovare il gelo, dopo più di due settimane di deserto immaginate un po’ le temperature polari, roba da pinguini. I presidi di Roma sanno bene che oggi sarà dura sopportare ore e ore seduti, mani e piedi intirizziti. Così in una circolare alle famiglie hanno suggerito di far indossare a bambini e ragazzi «un abbigliamento adeguato».
IL RITARDO
È vero che anche il Campidoglio se ne è preoccupato con l’operazione «Scuole calde», riscaldamenti accesi in anticipo per non far trovare le auto sotto zero questa mattina. Non basta, secondo l’associazione nazionale presidi, provvedimento tardivo, «deciso all’ultimo minuto e non concertato». Facile che molti istituti siano frigoriferi, nonostante le buone intenzioni, dunque meglio attrezzarsi. Altrove l’aria ghiacciata fa saltare le lezioni, studenti a casa in gran parte dei comuni pugliesi, nel salernitano e in alcune città del Sud.
LE SEGNALAZIONI
Da quel che risulta ai dirigenti, spiega Mario Rusconi, presidente dell’associazione Lazio dei presidi, le scuole romane «sono ridotte al gelo». A Roma gli studenti rischiano di battere i denti, ecco il perché del consiglio alle famiglie. Alcuni casi di fuga dalle aule freezer c’è già stato. Al liceo Newton, riaperto in anticipo, «la succursale era stata ben riscaldata, la centrale no». Studenti e genitori inferociti, tanti ragazzi sono andati via. La sindaca aveva disposto sabato che gli impianti delle scuole fossero accesi con 24 ore di anticipo in modo da far trovare le aule riscaldate, «abbiamo a cuore il benessere dei nostri figli». Ma in realtà le caldaie sono state riavviate solo alle 23 di domenica sera, le ore non possono bastare per cacciare via il gelo dopo tutti questi giorni di chiusura. L’operazione «scuole calde», dal costo di 27mila euro all’ora, non risolve a detta dei presidi che infatti hanno suggerito alle famiglie cappelli, guanti e piumini. «Diversi dirigenti non sono riusciti a mettersi in contatto – aggiunge Rusconi – né con il municipio, né con la Provincia e nemmeno con il dipartimento comunale per chiedere riscaldamenti adeguati». C’è il rischio poi che gli impianti siano ghiacciati, come è successo all’asilo comunale Villa Ada dove le tubature sono scoppiate. Asilo chiuso, i genitori protestano, «altro che riscaldamenti accesi prima». In altri casi, è stato impossibile per i presidi «rintracciare i tecnici degli impianti e quelli del dipartimento Lavori pubblici per garantire l’accensione straordinaria», spiega Rusconi.
AULE VUOTE
In tutte le regioni dove la colonnina di mercurio è scesa in picchiata, la riapertura delle scuole sarà gelida. In molti Comuni le aule resteranno vuote. In buona parte della Puglia oggi scuole chiuse per decisione delle Prefetture o dei sindaci, le strade sono impercorribili. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha stabilito che non si tornerà in classe nemmeno martedì. Causa neve, alunni a casa in alcuni Comuni della provincia di Salerno, a Catanzaro, Campobasso, Matera e Potenza, a Benevento sospese le lezioni anche all’università.