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 2017  gennaio 06 Venerdì calendario

I cinesi ci ruberanno pure il pallone

Attenti ai cinesi. Li possiamo apprezzare come portatori di sana economia nelle casse di alcune società italiane, ma dobbiamo anche attenzionarli per lo scombussolamento economico che potrebbero apportare in questo sport. Se infatti acquistano adesso giocatori a fine carriera per 80 milioni (Tevez) o Pellè con uno stipendio annuo di 20 milioni netti (emigrato in Premier e mai considerato dai club italiani), se Witsel preferisce la Cina quando poteva andare alla Juve, sono tutti elementi di riflessione da analizzare attentamente, soprattutto adesso che siamo all’inizio. 
Sino a quando importeranno giocatori dell’età di Tevez (32) o con la qualità di Pellè, il loro calcio non migliorerà e in questo potremmo intravedere una stretta somiglianza con quanto accaduto tempi addietro negli Emirati Arabi. Se però dovessero continuare a sborsare le cifre che si sentono dire oggi per gli acquisti (compensabili con cessioni migliori, sempre che ci sia la capacità di farlo), ma soprattutto per gli ingaggi, allora ci sarebbe di che preoccuparsi per il caro prezzi che ne conseguirebbe. I lettori ricorderanno l’avvento di Berlusconi al Milan: generò un rialzo degli stipendi che fu pagato caro da quelle società che cercarono di emularlo. Il passato dovrebbe insegnare. In tal senso è stata importante la decisione di Witsel che ha preferito la Cina a Torino: ciò potrebbe comportare l’eventuale partenza di giocatori anche più quotati del belga, anche dall’Italia, con conseguente impoverimento del nostro calcio ma anche e soprattutto un rialzo accertato sin d’ora degli stipendi che l’Italia non può sostenere viste anche le tasse vigenti. 
Se poi, Claudio Lotito, presidente della Lazio e intervistato proprio da Libero, dichiara di non temere l’incedere dei cinesi, fa piacere da una parte la sua sicurezza e potremmo anche essere d’accordo sulla positività relativa all’ingresso di nuovo denaro nelle casse delle nostre società di calcio. Ciò nonostante non riusciamo a condividere tanto ottimismo, dato che non si tiene conto di fattori che in passato hanno sconvolto il mercato calcistico e che ora si potrebbero ripresentare con effetti ancor più eclatanti. Il costo del cartellino salirà enormemente, e il segnale di allarme è stato già dato dai cinesi che, sbaragliando la numerosa concorrenza, hanno acquistato il 22enne Gagliardini per l’Inter ad un prezzo esorbitante di 28 milioni di euro. Lieviteranno ovviamente gli stipendi dei giocatori e, visto che gli Orientali non badano a spese per acquisire i migliori, non lo faranno nemmeno per i loro emolumenti. Da ciò è facile desumere come l’Inter con Suning, il Milan quando i cinesi arriveranno, e la Juve di Agnelli non avranno rivali sul mercato. Abbiamo aggiunto volutamente la Juve alle milanesi poiché la sua gestione è sana e attiva e non ha bisogno di aiuti esterni. 
Per tali motivi, sarà sicuramente un problema per le altre società italiane tenere il passo di questa concorrenza, per non incorrere in problemi gestionali, come già successo in passato. Può succedere che esista anche il dirigente che usa tali difficoltà come alibi per evitare spese per rinforzi e magari incassare vendendo a scapito ovviamente del campionato della sua squadra. Nel caso specifico, per questo tipo di dirigenti ci sarà una sola via d’uscita: acquisti di secondo piano o giocatori provenienti dal settore giovanile. Solo così potrà essere mantenuta in piedi una gestione ragionevole con il contenimento degli ingaggi dei giocatori, che sono parte integrante e anche più difficile da contenere. Facile quindi prevedere il dominio delle tre squadre sopra citate, a meno che non ci sia un dirigente che sappia operare bene, anche senza liquidità, per uguagliare e anche superare quelli che ne hanno... come era successo in passato. 
Quanto stiamo scrivendo non deve essere considerato un grido di allarme, però un pericolo lo è: e siccome la prevenzione evita spesso i malanni, meglio prevenire che curare dopo. Se poi, come dichiarano a Pechino, vogliono regolamentare con tetto salariale e controllo degli acquisti la recente “abbuffata”, tanto meglio. Per ora sono solo parole.