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 2017  gennaio 06 Venerdì calendario

I piloti sfidano (da sfavoriti) i maghi dei videogame

Piloti professionisti contro «smanettoni» o, per dire meglio, giocatori professionisti della simulazione. Una gara vera per regole e montepremi (un milione di dollari, cifra record, da dividersi tra tutti i partecipanti) e virtuale assieme, che si svolge davanti a un monitor, dentro una postazione che è una via di mezzo tra un videogioco sofisticato e un simulatore semplificato. La prima contaminazione mai tentata tra motori e mondo virtuale si chiama E-race, si svolge domani (oggi le prove, alla scoperta del tracciato, inedito per tutti), a Las Vegas, alle 16 locali (l’1 del mattino in Italia, si può seguire su Twitch), durante la più importante fiera dell’elettronica del mondo, il Ces. Non è un caso che accada qui, perché in tempi di vetture che si guidano da sole, tutto il mondo dell’automobile vuole scoprire il futuro che lo attende, proprio dietro la curva. Non è un caso che sia un’iniziativa della Formula E, il campionato di veicoli elettrici nato tre anni fa, che piace sempre di più (soprattutto ai giovani che snobbano la Formula 1), perché è quello per sua natura più portato a sperimentare, a stretto contatto con la tecnologia e l’ambiente (il prossimo passaggio sarà raddoppiare la durata della batteria ed evitare il cambio di macchina).
A sfidarsi saranno dunque i venti piloti che partecipano al campionato di Formula E (nomi notissimi, alcuni con un passato in F1, come Nick Heidfeld, Nelsinho Piquet, Jerome d’Ambrosio, Lucas Di Grassi, Sebastien Buemi, Jean-Eric Vergne) e dieci giocatori professionisti, selezionati in una serie di gare online, che saranno aggregati ai dieci team, con tanto di tute della scuderia. Le regole, a partire da quelle della qualifica (cinque gruppi da sei, i primi dieci subito ammessi al via, gli altri venti si sfidano in una pre-gara che ne seleziona altri dieci) e le auto,riprodotte fedelmente, sono quelle della Formula E, quindi una delle difficoltà sarà gestire l’energia del propulsore.
L’esito non è affatto scontato, anzi: gli addetti ai lavori questa volta scommettono sugli smanettoni e non sui piloti. Sam Bird, pilota del team Ds Virgin Racing, spiega il perché: «La sfida maggiore di un gioco, dal punto di vista di un pilota, è imparare a guidare in una sorta di “isolamento”: la vettura non fornisce informazioni e la pista non si muove. Bisogna reagire esclusivamente grazie ai riferimenti visivi». Con lui si è allenato Graham Carroll, che di mestiere fa il giocatore online, ma che ha assaggiato anche la pista nella Formula Ford. «Non riesco ancora a crederci: qualche settimana fa ero sul mio divano a giocare online e ora sono con il mio team di Formula E a parlare delle strategie per Las Vegas. Credo che giocatori e piloti possano migliorare assieme».
I piloti hanno accettato la sfida, senza timore di fare brutte figure: «Ci divertiremo», assicura Piquet jr, che ha vinto la prima edizione del campionato di Formula E. Vincerà il manico del pilota o il polso dello «smanettone»?