Libero, 5 gennaio 2017
Gioielli di mamma
C’è chi chede, banalmente, un solitario o uno zaffiro, in regalo e chi invece, anelli con il latte del proprio seno, pendenti con i dentini del proprio bimbo, orecchini con i primi capelli tagliati e persino opali e orsetti gioiello con il moncone ombelicale. D’altronde come diceva Totò «de gustibus non ad libitum sputazellam».
L’idea del regalo morboso e fetish, come conservare il latte con il quale si è allattato il proprio figlio o peggio l’orrido moncone ombelicale, che solo a medicarlo viene da rigettare, e trasformarlo in un accessorio gioiello, viene dagli Stati Uniti. In Italia ha preso piede attraverso una mamma di Trento, Pamela Consentino, 27 anni, che ha trasformato un iniziale hobby in un vero e proprio business. Anche se il suo lavoro è un altro da quando aveva 18 anni, infatti, gestisce un bar in Valcanover, sul lago di Caldonazzo. Mamma di due bambini, Niccolò e Mattia, ha molto a cuore l’allattamento al seno e il contatto con il bambino. Pamela, milanese di origine, ha trovato il modo di perpetuare questo cordone ombelicale, non solo metaforicamente, attraverso anelli, pendoli, bracciali, orecchini.
Le clienti feticiste di Pamela scrivono un po’ da tutta Italia. Attraverso l’iscrizione alla pagina Facebook “Ricordi sotto chiave” si accede ad una lunghissima lista di attesa. Sulla homepage della pagina Facebook Pamela firma un’autodichiarazione in cui spiega di non «esercitare commercio al dettaglio di detti articoli in forma professionale, bensì di praticarla in modo occasionale». Intanto però le follower di Pamela e del suo braccio destro, Monica Pezzoli, 33 anni, artista romana che si occupa del design dei gioielli, sono quasi 11.000.
Una volta scelto il modello sul sito web “ricordisottochiave.it” si invia il latte. «Ne basta un cucchiaio messo in un palloncino», quelli per i gavettoni, o in alternativa si possono usare «provette per i prelievi». La signora Cosentino tratta e fissa il latte materno utilizzando tecniche che prevedono l’uso di una resina trasparente. I tempi di attesa sono lunghi, anche «quasi una gravidanza», commenta una mamma su un post e quindi c’è quindi chi li congela il palloncino con dentro il latte nel freezer, salvo poi avere un marito che «lo scambia per il palloncino di nostra figlia e lo butta», scrive un’altra supporter dell’allattamento al seno.
Una volta ricevuto il latte e l’indicazione del monile desiderato inizia la creazione. Ovviamente il colore, più o meno madreperla, dipende soprattutto dal latte della mamma in questione. Ogni singolo gioiello richiede due o tre ore di lavorazione e dalle 24 alle 48 ore in tutto a partire dall’inizio del procedimento fino al suo completamento. Prima di sigillare con la resina le clienti vengono contattate per vedere se la creazione va bene o se vogliono delle modifiche.
I prezzi variano, ma più o meno oscillano tra i 40 e i 50 euro, cifre sicuramente più basse rispetto a quelle americane che lievitano oltre i 200 dollari. I monili si possono personalizzare, aggiungendo iniziali, glitter, charms, catene, lacci.
Operazione meno elaborata è, invece quella della conservazione delle ciocche di capelli e dei dentini, salvo non si voglia abbinare, per non farsi mancare nulla, il latte con la ciocca di capelli. Le creazioni con monconi ombelicali, il sogno proibito di Hannibal Lecter, le esegue invece un’altra collaboratrice la signora Rossana Giannitelli che crea cuori, stelle, quadrati,cerchie«moltealtrebasi con sfondo trasparente o glitterato», in cui inglobare il moncone ombelicale.
Ma anche inquietanti orsetti di resina che al centro della pancia hanno inglobato il moncone ombelicale del fortunato bambino. L’effetto, degno del museo degli orrori, è quello di una sezione di colon di Teddy Bear. D’altronde conservare il moncone in un cassettoqualsiasi per chi già non avesse fatto l’errore di buttarlo, dopo l’ultima disgustosa medicazione può essere rischioso. Il gatto di casa può scambiarlo per un gustoso croccantino e mangiarlo mettendo in crisi tutta la famiglia. Meglio conservarlo. Attenzione: la spedizione del moncone va fatta solo ed esclusivamente con raccomandata tracciata o corriere. Pamela e le sue collaboratrici non si assumono «responsabilità di perdite».
D’altronde un moncone «è per sempre».