la Repubblica, 5 gennaio 2017
Napoli, spari in centro sugli ambulanti africani in rivolta contro il pizzo. Ferita bimba di 10 anni
NAPOLI Una feroce ritorsione. Colpi di pistola in pieno centro tra la folla terrorizzata per “punire” gli ambulanti senegalesi che si sono ribellati al pizzo. Cosa che il racket della camorra di Napoli non accetta. E quindi spara, facendo ricadere la città nell’incubo dei clan. Ne fa le spese una bimba di dieci anni, colpita per errore a un piede mentre è in strada con il papà per comprare giocattoli e cioccolata per la Befana. Feriti anche un cittadino del Senegal di 33 anni, centrato alla gamba sinistra, e di striscio due suoi connazionali. La sparatoria avviene in un mercato affollatissimo – a pochi passi dalla stazione centrale e da Forcella, il famigerato rione dei clan – dove le bancarelle si susseguono l’una all’altra. In una zona attraversata ogni giorno da decine di turisti.
Dietro tutto questo c’è il racket. Quello imposto dai Mazzarella, subentrati ai Sibillo, che sotto Natale avrebbero chiesto altri 50 euro rispetto ai 100 mensili già imposti agli ambulanti. In una zona dove le bancarelle pagano alla camorra anche le buste di plastica per confezionare i prodotti. I migranti, però, questa volta non ci stanno: si ribellano alla prima richiesta arrivata a Natale. E ieri dicono di nuovo «No», e lo pagano con il sangue.
È mezzogiorno quando un commando di 4-5 persone, incappucciate e armate di bastoni, si presenta alla Duchesca per un raid punitivo. Cercano i “ribelli”, li aggrediscono con le spranghe, ma questi reagiscono. Sono in tanti e sembrano avere la meglio fino a quando uno dei camorristi non estrae una pistola di piccolo calibro.Spara, prima in aria poi contro le gambe di uno straniero. Poi di nuovo verso gli ambulanti. Una pallottola vagante centra il piede della bimba di 10 anni. Panico, fuggi fuggi, urla di dolore e di paura.
La bambina viene portata all’ospedale pediatrico Santobono, per essere operata d’urgenza. Non rischia la vita. Sta bene anche il senegalese 33enne ferito, ricoverato in ospedale, al contrario dei suoi due connazionali (di 36 e 38 anni) subito dimessi. Un altro cittadino del Senegal, picchiato durante il pestaggio, si sarebbe allontanato, rifiutando i soccorsi. A indagare la squadra mobile diretta da Fausto Lamparelli e il commissariato Vicaria, coordinati dai pm dell’antimafia Francesco De Falco ed Henry John Woodcock.
Da quanto filtra sembra che a guidare il commando di giovani estorsori, composto da quattro-cinque persone, ci sarebbe stato un esponente di spicco dei Mazzarella. Un clan che vuole riaffermare il proprio potere nella zona, dopo la sanguinosa faida dei mesi scorsi e dopo che la polizia, il 3 novembre scorso, ha arrestato tre affiliati alla cosiddetta “paranza dei bambini” dei Sibillo, mentre chiedevano il pizzo alle bancarelle: anche in quel caso uno dei tre era armato di pistola.
Il tutto avviene in un pezzo di territorio storicamente conteso da più gruppi criminali. Un suk dove convivono, tra tensioni crescenti, commercianti italiani, cinesi ed extracomunitari. E dove molta della roba che si trova sulle bancarelle è contraffatta.Amareggiato padre Luigi Calemme, parroco della vicina chiesa dell’Annunziata: «Purtroppo qui si esce da casa con la consapevolezza che c’è il rischio di non rientrarvi». Proprio don Luigi nei giorni scorsi ha organizzato, a due passi dal luogo della sparatoria, un presepe vivente al quale ha preso parte anche il sindaco Luigi de Magistris e molti residenti del quartiere: «Più volte – spiega il sacerdote – abbiamo sottolineato la vulnerabilità di un popolo che vive in una città dove il degrado urbano riflette il degrado umano di chi compie atti di violenza così duri e incredibili». A Napoli per pochi giorni di vacanza c’è il presidente Sergio Mattarella che subito si informa sulle condizioni della bambina. Cosa che fa anche il governatore Vincenzo De Luca: «È un episodio intollerabile e odioso – sottolinea il governatore – siamo vicini con affetto e solidarietà alla bambina e alla famiglia. Per noi il tema della sicurezza rimane centrale. Continueremo, mantenendo gli impegni assunti, a estendere nella città gli impianti di videosorveglianza».
Per il sindaco de Magistris, però, «non c’è alcuna emergenza sicurezza, anzi nelle ultime settimane e mesi abbiamo visto un calo dei reati. Non intendo ridimensionare quanto accaduto oggi – conclude il primo cittadino – un fatto molto grave che merita la risposta adeguata da parte dello Stato».