La Stampa, 5 gennaio 2017
La Cina liberalizza il sale dopo duemila anni
Dopo duemila anni di monopolio incontrastato dello Stato, la Cina liberalizza il mercato del sale. Il provvedimento è scattato con il nuovo anno e ora i produttori potranno impostare i prezzi e vendere direttamente al mercato. A dare l’annuncio ufficiale è stata la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme, spiegando che i produttori saranno in grado di vendere il sale a un prezzo stabilito «in base al costo di produzione, la qualità del prodotto e della domanda e offerta sul mercato». Ma la mossa è in realtà meno rivoluzionaria di quanto possa apparire e non spezza del tutto un regime di monopolio trasmesso nell’era imperiale di dinastia in dinastia e confermato poi anche dal partito comunista quando assunse il controllo del Paese nel 1949. La Cina produce ogni anno 10 milioni di tonnellate di sale da tavola, ma a favorire il cambiamento sarebbe stato il fatto che il settore non genera più un reddito significativo per il governo, con un fatturato di solo 21 miliardi di yuan (circa 4 miliardi di dollari) nel 2015.