La Gazzetta dello Sport, 31 dicembre 2016
Bisognerebbe ragionare su quello che ci aspetta l’anno prossimo, invece le mosse di Obama e i sorrisi furbi di Putin ci distraggono
Bisognerebbe ragionare su quello che ci aspetta l’anno prossimo, invece le mosse di Obama e i sorrisi furbi di Putin ci distraggono.
• La storia dei 35 diplomatici russi espulsi da Obama in 72 ore.
Sì, con il minuetto tra il ministro degli Esteri Lavrov e il suo capo. Lavrov fa sapere che, allora, i russi espelleranno 35 diplomatici americani e toglieranno la casa delle vacanze all’ambasciatore e altri dispetti del genere. Senonché interviene Putin, indulgente, che smentisce Lavrov: «Ma no, sono i colpi di coda di un presidente sconfitto e disperato, aspettiamo la nuova amministrazione insieme alla quale, tutti d’amore e d’accordo, ricostruiremo un mondo in pace». Ho riassunto, tra virgolette, il senso dei comunicati arrivati ieri da Mosca.
• Questo «minuetto», come dice lei, ci introduce al problema-chiave dell’anno 2017, che si intitola proprio «Trump». Che farà Trump?
Meno tasse, e più debito. Pressioni sulla Yellen perché alzi ancora il tasso di sconto. Quindi dollaro forte e, si dice, problemi per le esportazioni americane. Di conseguenza festa in Europa grazie all’euro debole e alle partite di merci che vendiamo agli yankee. Non s’è sempre detto che il 70% del Pil americano è determinato dai consumi? Però Trump promette dazi, e a questo punto la debolezza dell’euro, o magari dello yen o del renminbi, verrebbe neutralizzata. Nel frattempo i tassi americani più alti attirerebbero capitali verso gli Stati Uniti (i soldi viaggiano verso i posti che li remunerano di più), quindi altro elemento di crisi da noi. Sono gli effetti del cosiddetto isolazionismo americano, molto propagandato dal nuovo presidente e il cui motto è: penso solo all’America e mi disinteresso del resto del mondo. Quindi smetto di fare il gendarme della democrazia, e voi resto del mondo cominiciate a mettere i soldi per tenere in piedi la Nato rispettando come minimo la clausola del 2%, cioè la regola secondo la quale il 2% del Pil va destinato alla difesa. Per l’Italia sarebbero una trentina di miliardi, tutti da trovare. L’isolazionismo americano avrebbe come conseguenza anche la mano libera per Putin in Siria. Fine in qualche modo della guerra con l’Isis, spartizione dell’area in tre zone (curdi, sunniti, sciiti), Medio Oriente tendenzialmente russificato, mistero sugli sviluppi della vecchia intesa tra sauditi e americani, messa già in crisi dallo shale oil Usa. Il prezzo del petrolio non dovrebbe salire troppo, si spera che arrivi a 60 dollari il barile entro la fine dell’anno. Potrebbe anche non riuscirci.
• L’Italia intanto?
L’Italia intanto ha inaugurato questa sorprendente stagione del grigiore, parlo del grigiore molto lodato del nuovo premier Paolo Gentiloni, che contrasta con le rodomontate di Renzi e, prima di lui, di Berlusconi. Il vecchio premier Renzi avrà vita difficile per il voto a giugno, Mattarella e Berlusconi hanno in mano la più facile delle armi per tirarla a lungo: cincischiare sulla legge elettorale. Credo che il 24 gennaio la Corte costituzionale si giudicherà incompetente a dir la sua sull’Italicum, un sistema elettorale mai provato. I perdi-tempo, che puntano alla primavera del 2018, avranno in questo modo vita più facile. Se invece la Consulta aggiusterà l’Italicum trasformandolo in un proporzionale non troppo lontano dal sistema in vigore per il Senato, potremmo votare davvero a giugno. Non mi illudo che la Corte non faccia politica, la questione perciò è: all’orecchio dei supremi giudici hanno più peso i bisbigli di Mattarella o quelli dei renziani? Renzi perde un minimo di peso ogni giorno che passa. Gentiloni però dovrà trovare altri trenta miliardi per le banche ed evitare la troika, che incombe su di noi e potrebbe essere il regalo del prossimo Natale. Non dimentichiamo che dopo l’estate scade anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, e si dovrà decidere se mantenerlo o sostituirlo.
• Populisti, grillini, Europa?
Si vota in Francia, la Le Pen andrà al ballottaggio, ma per vincere anche il secondo turno sarà difficile a meno di qualche grosso attentato a ridosso del voto. Il risultato francese e la politica di Trump avranno un loro peso sul voto tedesco di settembre, in cui per ora vedo ancora vincere, e sarebbe la quinta volta, Angela Merkel. Nelle altre formazioni non emerge nessun candidato altrettanto forte. In Inghilterra si potrebbe neutralizzare la Brexit sciogliendo il Parlamento. Una nuova Camera potrebbe votare contro l’uscita della Gran Bretagna. Non dimentichiamo che il referendum era consultivo.
• Al Baghdadi?
Si rifuggerà nei deserti africani e di lì continuerà a sequestrare, rubare e fare attentati. Bisogna avere il coraggio di inserire l’attività dell’Isis nella casella giusta, che è quella della criminalità internazionale. Il cui peso, negli affari del mondo, è destinato a crescere. Il soggetto più difficile da contrastare è quello dello Stato criminale, le cui radici si confondono e si intrecciano con quelle della finanza mondiale.
• Anniversari dell’anno 2017?
Cinquant’anni dalla morte del Che. Sessant’anni dai Trattati di Roma. Cent’anni dalla Rivoluzione d’Ottobre. Centocinquant’anni dall’uscita del primo volume del Capitale
di Marx. Cinquecento anni dall’affissione delle 95 tesi di Lutero.