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 2016  dicembre 30 Venerdì calendario

In morte di Debbie Reynolds

Che storia. Che melò. Che tragedia greca. A poco più di 24 ore dalla scomparsa per attacco cardiaco di Carrie Fisher, la principessa Leila di Star Wars, anche sua madre Debbie Reynolds è morta ieri a Los Angeles per un ictus mentre stava preparando i funerali della figlia: «Voglio solo stare con Carrie» le ultime parole rivolte al figlio Todd. E aveva appena postato su Facebook un messaggio di ringraziamento ai fan dell’amata figlia.
Si fatica a distinguere la fiction dalla vita nelle biografie per sempre incrociate di questa famiglia della Hollywood che fu cui Freud non ha condonato alcuna nevrosi. Neanche Douglas Sirk, quello dello Specchio della vita, ha mai osato tanto. Eppure fu per Debbie che Gene Kelly «improvvisò» quel balletto fantastico cantando e danzando sotto la pioggia attaccato a un lampione nel capolavoro di Donen del ’52 dove la star, alla nascita del sonoro, prestava la voce a un’attrice gracchiante e chioccia. Con quel film dove sorrideva in technicolor intonando con Gene e Donald O’Connor l’energetica «Good morning» Debbie, la cantante nata Mary Frances Reynolds il 1° aprile 1932 nella cittadina western texana di El Paso, divenne la più giovane star Mgm.
Una di quelle brave ragazze (Jane Powell, Janet Leigh, Vera Ellen), meno slanciata e sexy di Cyd Charisse, Marge Champion e Ann Miller, ma ideale per musical familiari ambientati dietro le quinte di Broadway, quelli che finivano con il successo di un nuovo show. Tre ragazze a Broadway (con balletto sulla neve di Bob Fosse), Tre piccole parole con Fred Astaire e Red Skelton (balla il charleston e canta doppiata da Helen Kane «I wanna be loved by you», cult di Marilyn) e commedie sentimentali maliziosamente smaliziate di Thorpe, Walters, Tashlin e affini: Il fidanzato di tutte con Sinatra, Cominciò con un bacio e Gazebo con Glenn Ford, Susanna ha dormito qui con Dick Powell, Voglio essere amata in un letto d’ottone in cui è una boscaiola arricchita che s’imbarca sul Titanic: ebbe la nomination all’Oscar ma lo vinse Mary Poppins. E un’eccezione: figlia neo realista di Brooks in Pranzo di nozze scritto da Chayefsky, con la Davis e Borgnine.
Una vita travagliata quella della Reynolds, nel ’48 reginetta di bellezza a Burbank. Sposò nel ’55 Eddie Fisher, il cantante entertainer: ma la neo vedova Liz Taylor, in gramaglie per la morte del produttore del Giro del mondo in 80 giorni Mike Todd, finì per rubarle il marito nel ‘59, scandalizzando i tabloid e lasciando a Debbie due figli piccoli.
Ci furono altri due coniugi meno noti (Henry Karl e Richard Hamlett) ma la macchia sentimentale restò e complicò i rapporti tra madre e figlia che pure si erano esibite insieme a Broadway. Nevrosi incrociate, innaffiate da alcol e droga per la principessa Leila, che divennero materia primaria di show business: il libro di Carrie Cartoline dall’inferno che divenne film; un cabaret di confessione, Wishful Drinking; un invito da Oprah Winfrey, uno special tv «Bright Lights», in marzo su HBO.
Ma la carriera dell’ex fidanzatina d’America non ritrovò più quella golden era e fu pilotata verso la tv («Debbie», «Will e Grace») ma girò seriamente con Mulligan e Harrington e partì per l’epica Cinerama della frontiera in La conquista del West. Ebbe un cameo con Oliver Stone ( Tra cielo e terra, 1993) e si specializzò come mamma di gay in In & Out con Kevin Kline e Dietro i candelabri con Michael Douglas-Liberace. E pure la rivalità con Liz finì in ironia tv in «These Old Broads», vittima Eddie Fisher. È vero che il cinema diventa sempre più povero: in una settimana ci hanno lasciato Zsa Zsa Gabor, Michèle Morgan, Debbie e la figlia che rivedremo nel futuro spaziale delle Star Wars.