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 2016  dicembre 30 Venerdì calendario

Alitalia al nuovo piano di tagli per 500 milioni all’anno

Quella foto sorridente dell’amministratore delegato, Cramer Ball, che accompagna il messaggio inviato prima di Natale ai dipendenti di Alitalia nel quale annuncia che, con il nuovo piano industriale, una parte di loro perderà il lavoro («Riduzione dell’organico per creare un’organizzazione più funzionale al business») ha aumentato l’irritazione di molti lavoratori.
Si prepara la terza ristrutturazione dopo quella fatta nel 2008 per spianare la strada ai «patrioti» berlusconiani o Capitani coraggiosi e quella del 2014 per far entrare nell’azionariato gli arabi di Etihad che promettevano l’utile nel 2017. Dopo quel messaggio, il 23 dicembre Ball è volato – via Abu Dhabi – nella natia Australia, per una vacanza in barca con la famiglia. Rientro previsto: il 4 gennaio 2017, mentre a Roma in un’atmosfera incandescente le redini sono affidate al direttore operazioni Giancarlo Schisano e al capo delle risorse umane, Antonio Cuccuini, che hanno cominciato gli incontri, infruttuosi, con i sindacati.
Ieri per Ball è arrivata la convocazione di Paolo Gentiloni. Secondo fonti autorevoli, ma non c’è la conferma ufficiale, il presidente del Consiglio, che sta cercando di fare una valutazione autonoma del piano Alitalia, ha fissato un incontro per il 4 gennaio con Ball, il quale dovrà quindi anticipare il rientro.
Anche dopo il via libera del cda della compagnia al piano il 22 dicembre e l’autorizzazione degli azionisti a un finanziamento a breve (180 milioni di euro, dei quali 60 milioni già assorbiti dall’azienda), il piano rimane semi-misterioso. Sulla carta sono stati fissati gli obiettivi, ma deve essere stabilito in dettaglio come raggiungerli. L’obiettivo di riduzione complessiva dei costi è di 500 milioni all’anno, a regime: questa in sostanza è la forbice tra costi e ricavi. Più arduo stabilire come incrementare i ricavi, altro obiettivo.
I tagli riguardano sia i costi per l’acqusito di beni e servizi, i fornitori, i leasing di aerei, gli aeroporti, sia i costi del personale. Alla data del cda l’ipotesi era di intervenire per 350 milioni sui costi operativi diversi dal personale e per 150 milioni sul costo del lavoro, che ammonta a 600 milioni l’anno. Questo significherebbe una riduzione del costo del lavoro del 25% circa, con due strumenti: una riduzione dell’organico più un taglio degli stipendi (si ipotizza di almeno il 10%), a meno che non ci sia un recupero di produttività.
Ma adesso la cifra dell’intervento sul personale è tornata in discussione, perché entro 60 giorni dall’approvazione del piano deve essere definito il perimetro di attività e la rete dei voli Alitalia. Per risparmiare 500 milioni Alitalia dovrebbe ridimensionare destinazioni e attività, introducendo tra l’altro la vendita di bevande e snack, è il «buy on board» già deciso da British Airways. Alitalia però non ha definito il piano con i tagli di rotte, necessario per capire i recuperi di produttività e gli esuberi, che andrebbero da 1.600 dipendenti a una cifra più elevata. Più della metà delle rotte di Alitalia sono in sovrapposizione con Ryanair, che però ha costi e prezzi dei biglietti molto più bassi. Dal primo gennaio saranno bloccati gli scatti di anzianità, stipendi congelati fino a un accordo sindacale.