Il Sole 24 Ore, 30 dicembre 2016
Ecco come la Bce arriva agli 8,8 miliardi per Mps
La ricapitalizzazione precauzionale del Montepaschi è un’operazione rompighiaccio: primo intervento straordinario pubblico con burden sharing calato nella Brrd per sanare un deficit di capitale segnalato dalla Vigilanza europea nello scenario avverso dello stress test.
Un test per tutti, Bce compresa. La ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena è un’operazione apripista, che forse diventerà un benchmark: è il primo intervento finanziario straordinario pubblico chiamato a sanare un deficit di capitale segnalato dalla Vigilanza europea della Bce, collegato allo scenario avverso di uno stress test ma calato all’interno della direttiva Brrd sul risanamento e risoluzione delle banche in vigore dal primo gennaio di quest’anno. Anche per la Bce, come per il Monte dei Paschi, il Tesoro italiano, la Commissione europea e la DG comp, questa operazione non ha precedenti. Per questo, il fabbisogno di capitale da 8,8 miliardi indicato dalla Vigilanza bancaria della Bce è stato tagliato su misura in un contesto totalmente nuovo, segnato dal burden sharing obbligatorio e ampiamente regolamentato dalla Brrd e dalle norme sugli aiuti di Stato, un mondo molto lontano da quello del mercato dove invece è fallito il tentativo di un aumento di capitale da 5 miliardi e una cartolarizzazione per cedere un maxi-portafoglio di NPLs.
La prima considerazione fatta dalla Vigilanza bancaria della Bce, stando a fonti di Francoforte, è stata quella di rafforzare il Monte alla luce di un intervento pubblico eccezionale che assicuri l’istituto resti solvente nel 2017 e nel 2018 (lo scenario avverso dello stress test guarda al triennio 2016-2018), con un capitale tale da coprire eventuali perdite future come richiesto dall’esercizio dello stress test (non passate), e tenendo conto del deterioramento dell’attività della banca avvenuto dal punto di partenza dello stress test che è il bilancio 2015. Di certo la banca non si è rafforzata negli ultimi mesi e la cessione dei NPLs è saltata con il fallimento dell’operazione di mercato.
La Bce si è trovata inoltre a dover stabilire l’entità del deficit di capitale del Monte nell’ambito delle caratteristiche uniche della ricapitalizzazione precauzionale che viene regolamentata dalla Brrd con il vincolo del burden sharing. La direttiva obbliga lo Stato a implementare una conversione forzosa dei bond subordinati Tier1 e Tier2: quindi nel caso del Montepaschi, la Bce ha considerato il fatto che circa 4,2 miliardi degli 8,8 non saranno un’iniezione di capitale fresco, bensì la trasformazione di un prestito in equity, quindi un importo che si trova già nella banca viene convertito in capitale. Inoltre, il burden sharing nella Brrd e nelle norme sugli aiuti di Stato impone il debt-to-equity swap, mentre invece un’altra normativa obbliga le banche ad avere strumenti “bail-inabili” (bail-inable) cioè soggetti a bail-in e tra questi le obbligazioni subordinate Tier1 e Tier2. Negli 8,8 miliardi, dunque, fonti della Bce spiegano che è stata inclusa una quota pari al 3,5% dei subordinati cancellati che dovranno essere ripristinati come richiesto dalla Brrd per ricostruire Tier1 e Tier2 subordinato (all’incirca 2,5 miliardi dei bond subordinati del Monte): quel 3,5% va così sommato al CET1 dell’8% relativo allo scenario avverso dello stress test. Il fabbisogno pari a 8,8 miliardi, che include il 3,5%, porta il Total capital all’11.50%. Il CET1 all’8% richiesto nella ricapitalizzazione precauzionale del Monte non è però un benchmark, stando alle fonti la Bce preferisce operare caso per caso, in futuro non legarsi le mani.
Infine, la Bce ha incluso in questo calcolo del deficit di capitale del Monte le nuove regole di Basilea 3 che entreranno in vigore il primo gennaio 2019 e che includono ulteriori forme di rafforzamento e “cuscinetti” come per esempio il capital conservation buffer di 250 punti base che alcune banche includono già da adesso (fully loaded Total capital) mentre altre banche stanno introducendo gradualmente (phased in Total capital).
La Bce non avrà invece nulla a che fare con la decisione dello Stato italiano di accollarsi la quota di capitale del retail nella conversione forzosa del subordinato Upper Tier II 2008-2018: le modalità del ristoro dei risparmiatori sono dettagli nei quali la Bce non entrerà.