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 2016  dicembre 29 Giovedì calendario

Da Cuneo alla Croazia con i pendolari dei denti

Sono i pendolari dei denti. Viaggiano di notte per raggiungere il policlinico odontoiatrico Rident di Parenzo, in Croazia. Una sorta di “paradiso del sorriso”. Perché là si sorride soprattutto al momento di saldare il conto: è la metà (spesso anche meno) di quello che si paga in Italia. Sono proprio i prezzi bassi a sollevare i dubbi di molti dentisti italiani su qualità e professionalità dei colleghi croati.
Ma qui è proprio la vita che costa meno. Il servizio navetta parte da Cuneo due-tre volte la settimana. Un’idea di Davide Corrado, di Dronero, che dal 2013 porta ogni anno alla clinica croata migliaia di persone. Un business. C’è la fila: telefonando a inizio novembre, il primo posto disponibile è a metà dicembre, prima non è possibile «a meno che qualcuno disdica».
Prima visita gratis
Si parte a mezzanotte da Cuneo per Parenzo, 700 chilometri. Il primo viaggio è gratis, così come visita, lastra panoramica, consulto e preventivo. Tra Cuneo e Asti sul comodo Mercedes monovolume salgono sei passeggeri, di cui quattro alla «prima esperienza». Gli altri due, un uomo e una donna, invece sono già in cura. «Oggi però finisco – spiega la signora che arriva da Villafranca -. È il mio undicesimo viaggio. Ho iniziato a gennaio. Faticoso? Sì ma ne è valsa la pena. Anche mio marito si è fatto curare i denti in Croazia e non ha mai avuto problemi. Se qui si lavorasse male avrebbero già chiuso da un pezzo. Il passaparola serve anche a questo». E ci tiene a precisare: «Risparmiare non significa bassa qualità. Tecniche e materiali sono certificati a livello internazionale. Il preventivo che mi avevano fatto in Italia superava i 30 mila euro senza l’impiego della ceramica che invece hanno utilizzato in Croazia».
Travolti dalle prenotazioni
Si arriva alla clinica alle 7,30. Il viaggio è trascorso veloce tra riposi e due tappe in autogrill. L’autista è al suo 91° viaggio di quest’anno: «Da due faccio questo lavoro, prima ero nell’edilizia. È un servizio che funziona, non immaginavo così tanto. Se un giorno mi avessero detto che avrei portato italiani a curare i denti in Croazia non ci avrei creduto. Siamo travolti dalle prenotazioni. Il primo viaggio è gratuito, poi ogni volta si paga 100 euro. Andiamo anche in Serbia, là c’è una struttura aperta da norvegesi». I clienti? «Giovani, pensionati, famiglie al completo».
Nella clinica
La clinica è una moderna struttura dove tutto è tirato a lucido. Il personale, la maggior parte sono donne, è giovane ed efficiente. I pazienti in attesa possono usufruire gratuitamente di wi-fi e bevande calde. Alle 8 iniziano le visite. I nuovi clienti sono sottoposti alla panoramica e poi alla visita. Il preventivo fatto in Italia era tra i 6 e i 7 mila euro, il risparmio è notevole: 3.500 euro, ma toccherebbe andare nell’altra clinica, a Fiume. Se si accetta c’è anche il trasporto gratuito fino alla seconda struttura.
Tre compagni di viaggio decidono di iniziare subito le cure. «Il medico mi ha confermato le stesse cose che mi ha detto il mio dentista però qui risparmio la metà. Sa, io faccio la colf e certe cifre non posso permettermele», spiega la signora salita a Fossano. «Non ho mai potuto permettermi un dentista e quindi mi sono un po’ trascurata. Ma finalmente anche io ora posso sperare di avere un bel sorriso». Aggiunge: «Il servizio trasporto è davvero importante, altrimenti sarebbe un problema arrivare fin qui».
I costi
L’estrazione di un dente varia tra i 25 e i 35 euro. Per quanto riguarda le protesi: dalla corona provvisoria di 22 euro a quella in ceramica su zirconio a 350 euro; lo sbiancamento va da 53 euro ai 166. Una tac 144. Si può pagare con carta di credito, bancomat, bonifico o contanti e i clienti del servizio autonoleggio hanno uno sconto del 20%. In questo policlinico spiegano che sviluppano un piano di terapia implantologica attraverso l’aiuto di uno scanner digitale computerizzato Iluma cone beam 3-D che consente la visualizzazione delle strutture dentali in tre dimensioni.
La sala d’attesa a metà mattina si riempie. Altre navette arrivano scaricando pazienti. «Una volta venivamo anche il sabato – spiega l’autista – ma i tempi di attesa per i pazienti diventavano troppo lunghi perché il fine settimana è monopolizzato dai clienti che arrivano in pullman da Roma e Sud Italia. Troppa gente, non ci stavamo nei tempi per rientrare in Italia».
Migliaia di stranieri
Nel policlinico in un anno passano circa 50 mila pazienti, per lo più stranieri perché per la gente del posto «qui è ancora troppo caro» spiega il taxista che accompagna i pazienti che vogliono farsi un giro in centro. E di alternative alla clinica ce ne sono davvero tante, basta entrare in un negozio, chiedere informazioni e subito ti scrivono su un foglietto nome e numero di cellulare di dentisti che lavorano in zona e che garantiscono essere altrettanto professionali.
Verso le 14 si riparte. Chi ha subito l’estrazione di uno o più denti è dotato di mascherina, borsa del ghiaccio e le medicine da prendere senza dover andare in farmacia una volta rientrato in Italia. Nessuno si lamenta, stanchezza ed effetto anestesia invitano al sonno. Sette ore e si arriva a casa.
Amedea Franco
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Ogni anno 200 mila italiani prendono l’aereo per farsi curare all’estero, badando soprattutto al risparmio. Ma la sanità formato discount la si trova oramai anche dentro i nostri confini, una scorciatoia per dribblare liste d’attesa e super-ticket che vale oramai la bellezza di 10 miliardi di euro, stima l’Assolowcost. Un mercato che cresce al ritmo del 20% l’anno. Tanto che, secondo il recente rapporto del Tribunale dei diritti del malato, il servizio sanitario pubblico sarebbe oramai per molti una seconda scelta. Perché i privati associando più medici e ottimizzando i costi di gestione delle strutture riescono oramai a praticare tariffe vicine a quelle dei ticket sempre più salati. Gli accertamenti possono costare 60 euro. E senza attese.
Ma il low cost di casa nostra va bene quando si parla di visite e analisi. Meno se è necessario ricoverarsi per un intervento chirurgico e, più semplicemente, per farsi dare una sistemata ai denti. In questo caso se l’ospedale pubblico dice di ripassare tra sei mesi o se il conto del dentista è insostenibile non resta che prendere l’aereo. E sempre più lo fanno, dice uno studio della Deloitte.
A varcare le Alpi non sono però tanto i pazienti bisognosi di interventi chirurgici delicati o cure all’avanguardia. Quelli si praticano in Paesi dove le tariffe sono più salate che da noi. I globetrotter della salute sono soprattutto persone alla ricerca del risparmio per interventi di chirurgia estetica e ricostruttiva, trapianto dei capelli, cure termali, mentre per curarsi i denti ogni anno fanno le valige in 90 mila. In Slovenia, Croazia ed Albania si risparmia fino all’80%. Ma l’associazione dei dentisti mette in guardia sulla qualità delle cure a prezzi stracciati. E che non sempre le cose vadano bene lo dice un’indagine dell’Ispo: metà dei migranti del sorriso non ripeterebbe l’esperienza.
Paolo Russo