ItaliaOggi, 29 dicembre 2016
Cairo, il 2017 sarà l’anno di La7
La raccolta pubblicitaria di La7 è andata piuttosto bene nell’ultimo trimestre dell’anno, con un mese di dicembre «che è decisamente il migliore dei tre», racconta l’editore Urbano Cairo. Fiducioso, quindi, di chiudere l’esercizio del suo gruppo televisivo con un ebitda positivo a livello 2015 (era stato di 1,5 milioni di euro, con un utile di 2,2 mln).
Pure il gruppo Rcs, di cui Cairo è diventato quest’anno azionista di maggioranza, dovrebbe concludere il 2016 con un piccolo utile, frutto di quel minuzioso lavoro di taglio costi cui si è dedicato l’imprenditore nelle ultime settimane, e sulla scia di una buona raccolta pubblicitaria in novembre e dicembre (meno in ottobre).
Ma, tornando al business televisivo, Cairo è conscio che la sua La7 non è ancora valorizzata a sufficienza dagli investitori pubblicitari, nonostante ascolti autunnali in netta crescita: «Il problema è che nel 2016 siamo partiti un po’ lenti.
E questo lo abbiamo pagato durante l’anno. Ora però siamo in tendenza positiva da mesi, e credo che nel 2017 ci verranno riconosciuti gli sforzi e i meriti. Peraltro nel prossimo esercizio La7 potrà godere anche di alcuni risparmi, per esempio nei costi di banda (il 1° gennaio diventa infatti operativo il mux del gruppo Cairo, ndr), quindi sono fiducioso che il 2017 di La7 sarà migliore del 2016». Tenendo anche conto che nel 2017 sui conti di La7 non graverà più Maurizio Crozza, passato a Discovery e intenzionato a lanciare il suo nuovo show su Nove verso marzo-aprile.
Non ci sono, invece, progetti televisivi per Massimo Gramellini, «che abbiamo ingaggiato per il Corriere della Sera, ma con cui non abbiamo discusso di tv», precisa Cairo.
Con il multiplex di proprietà, l’editore dovrà anche decidere cosa fare della banda in eccesso: al momento non ci sono ipotesi per il lancio di nuovi canali, mentre si ragiona sull’affitto di banda a terzi. Molti editori, però, hanno firmato contratti pluriennali con altri fornitori dai quali non possono liberarsi subito. E, inoltre, alcune tv volevano aspettare che il mux partisse (sarà operativo, come detto, dal 1° gennaio) per vedere se tutto funziona bene.
Spesso, quando si parla di La7, vien da fare un confronto con gli altri due nuovi canali generalisti lanciati da Sky (Tv8) e da Discovery (Nove). Tuttavia La7, che ormai ha stabilmente superato gli ascolti di Rete 4 in prima serata, ha una struttura e conti da grande tv generalista (108,4 milioni di euro di ricavi nel 2015, per 106,8 milioni di euro di costi e 2,2 mln di utili), mentre Tv8 (ricavi per 25,8 milioni, costi per 42,5 mln, perdite per 11,3 milioni) e Nove (ricavi per 11,2 milioni, costi per 19,2 milioni, e perdite per 8,1 milioni di euro) sono ancora un po’ lontane.
Cairo, comunque, un nuovo canale televisivo lo vuole lanciare, in effetti: Toro channel, la rete dedicata al club granata, che sembrava in procinto di debuttare su Sky un mese fa, e che poi ha subito alcuni rallentamenti. «Ma è tutto pronto», assicura Cairo, «e a breve si parte».
Passando alle vicende di Rcs, Cairo ammette di essersi trovato di fronte a un lavoro molto più complesso rispetto a quello fatto su La7: alla tv, infatti, c’erano sacche di inefficienza più evidenti, «chiudevi un programma e risparmiavi 4 milioni di euro in un colpo solo». In Rcs, invece, tante analisi certosine, 50 mila euro di qui, 100 mila euro di là, e solo in Spagna la rinegoziazione di un contratto di stampa ha consentito di risparmiare alcuni milioni di euro in una botta sola. «A La7 ho ridotto i costi di 113 milioni di euro, ma ho sempre pagato tutti i fornitori. E ora», aggiunge Cairo, «La7 viene citata come benchmark di azienda ben gestita. Rcs deve diventare la stessa cosa. In Rcs, per esempio, il solo fatto di aver creato una agenzia viaggi interna ha fatto immediatamente calare i costi del 40%». Qualcuno parla di ipotesi di chiusura del Corriere del Mezzogiorno, edizione locale del Corriere della sera nel Sud Italia. «Ma io non sono abituato a chiudere nulla. Bisogna solo rendere tutto più efficiente. Le edizioni locali non devono avere costi sproporzionati: quindi si tratta di fare efficienze nelle edizioni esistenti, e di pensare bene e con attenzione prima di lanciare edizioni locali nuove».
Ora Cairo si concederà qualche giorno di vacanza. Ma la sua settimana pre-natalizia è stata un tour de force mica male: lunedì 19 dicembre tradizionale cena al Principe di Savoia di Milano con Cairo communication e 400 persone; martedì sera cena a Roma per La7 con 300 persone; mercoledì 21 dicembre di nuovo milanese per un brindisi alla Gazzetta dello sport (140 persone), altro brindisi al Corriere della Sera (350-400 persone tra Milano e la redazione romana in collegamento), e, ancora brindisi con i poligrafici e allo stabilimento di Pessano. Giovedì 22 dicembre brindisi in via Rizzoli, in mensa, con Cairo in piedi sui tavoli a parlare di fronte a 800 persone, poi, alle 17,30, brindisi con Rcs pubblicità (150 persone), e quindi, per finire, brindisi con gli sponsor a Torino prima di Torino-Genoa: «Ho incontrato quasi 2.500 persone in questi giorni. E avevo fatto un tour de force simile in Spagna la settimana prima». Insomma, per brindare, si è brindato, ecco.