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 2016  dicembre 28 Mercoledì calendario

Voucher, niente riforma prima della Consulta sul referendum

Sui voucher non si profila alcun nuovo intervento del governo, almeno nell’immediato. Come ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si è in attesa di conoscere gli effetti dell’introduzione della tracciabilità sull’utilizzo dei buoni lavoro – operativa dallo scorso 8 ottobre, con l’entrata in vigore del decreto correttivo al Jobs act – insieme ai risultati dell’attività ispettiva mirata che è stata intensificata negli ultimi mesi, prima di prendere qualsiasi decisione in merito. Resta poi da vedere cosa deciderà la Consulta che l’11 gennaio si pronuncerà sull’ammissibilità dei tre quesiti referendari proposti dalla Cgil, che contengono anche la richiesta di abrogare i voucher.
Dalla sinistra Pd e dai sindacati – sia pure con differenti posizioni – arriva il pressing al governo, affinché intervenga, dopo che con il Jobs act si è incrementato dai precedenti 5mila a 7mila euro il tetto annuo dei compensi dei buoni lavoro (sempre nel limite dei 2mila euro annui per ciascun committente), insieme al divieto del ricorso a prestazioni di lavoro accessorio negli appalti di opere e servizi, e all’obbligo di inviare almeno 60 minuti prima dell’inizio di ogni prestazione, un sms o una email all’Ispettorato nazionale del lavoro (pena l’applicazione di una multa da 400 a 2.400 euro, moltiplicata per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione). In merito alla diffusione dello strumento introdotto dalla legge Biagi nel 2003 per far emergere il sommerso – la legge Fornero nel 2012 ha esteso l’utilizzo a tutti i settori produttivi e il ministro Giovannini del governo Letta nel 2013 ha fatto venire meno il riferimento alla natura occasionale delle prestazioni -, secondo i dati Inps tra gennaio e ottobre sono stati venduti 121,5 milioni di buoni lavoro da 10 euro lordi (7,5 euro sono corrisposti al lavoratore, il resto copre le prestazioni sociali-previdenziali e il costo del servizio), che rappresentano un incremento del 32,3% rispetto ai 91,8 milioni di voucher venduti nello stesso periodo del 2015, che a loro volta erano in crescita del 67,6% sul 2014. Questi grandi numeri equivalgono all’incirca a 40mila lavoratori full time, come emerge da uno studio del ministero del Lavoro sul 2015 che calcola in 1,3 milioni di individui i percettori, con un importo lordo medio di 633 euro; tra loro il 10% avevano avuto un rapporto di lavoro con lo stesso datore nei sei mesi precedenti.
Il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, parlando al Corriere della sera si è espresso a favore dell’esclusione dei voucher per alcuni settori come l’edilizia, per evitare che possano essere utilizzati in sostituzione di contratti più stabili, ma contro l’abrogazione. «Impressiona la velocità con cui il Governo, attraverso il presidente dell’Anpal, prende le distanze da se stesso», commenta il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi (Ap) che aggiunge: «Del Conte ipotizza un ritorno alla prima norma sperimentale contenuta nella legge Biagi quando l’intenzione era già allora di coprire successivamente tutti i lavori di breve durata, come tali esposti alla irregolarità. Il dibattito sul tema non può prescindere dalla realtà empirica dei numeri».
Ma sul tema, l’affondo arriva dalla Camera dove in commissione Lavoro sono state presentate cinque proposte di legge che vanno per la maggior parte dei casi in direzione di una stretta sull’utilizzo dei voucher. Tra queste, una proposta è stata presentata dal presidente della commissione, Cesare Damiano (Pd), che ha raccolto 45 firme di deputati Pd: «La tracciabilità non basta – sostiene Damiano -. Chiediamo di tornare alla legge Biagi che limitava il campo d’applicazione alle prestazioni accessorie e occasionali come i piccoli lavori domestici, l’assistenza domiciliare, la pulizia di edifici e monumenti, il giardinaggio, le ripetizioni, con riferimento ad una platea limitata di disoccupati di lunga durata, casalinghe, studenti, pensionati e disabili». L’11 gennaio in commissione Lavoro della Camera riprenderà l’esame della proposta Damiano che annuncia: «Daremo battaglia sui voucher».