Corriere della Sera, 28 dicembre 2016
«Ucciso da un’overdose». Ultime sulla morte di George Michael
Da solo, nel letto, la mattina di Natale. Così Fadi Fawaz, il suo ultimo compagno di vita, ha ritrovato George Michael nella sua casa di Goring-on-Thames, nella periferia londinese più chic. Forse la morte non è stata così serena come la polizia londinese l’ha etichettata nel primo rapporto legale. Potrebbe essere stata un’overdose da eroina ad aver sconfitto il cantante nella sua eterna lotta di sopravvivenza con le droghe. Anche il migliore amico di George, l’agente delle star Gary Farrow, ha confermato al Sun : «Pensavo che fosse troppo intelligente per lasciarsi prendere da sostanze illegali. Ma una volta che questa malattia si è impossessata di te è difficile combatterla». Ci sarà un’autopsia, ma i tempi restano incerti.
Una dipendenza che sarebbe anche il motivo per cui l’artista ormai compariva malvolentieri in pubblico, anche se secondo il suo produttore era pronto un nuovo disco e a marzo sarebbe uscito il documentario Freedom: George Michael, in cui raccontava il dolore per la morte dello storico amante, il designer Anselmo Feleppa. Però da quattro anni viveva da recluso. Appesantito dai chili in eccesso. Sarebbe morto per un arresto cardiaco, causa più compatibile alla dipendenza da eroina rispetto all’infarto di cui si è parlato nelle prime ore dopo il decesso.
Il fidanzato Fawaz è un personaggio che si porta dietro le cronache di un presente da parrucchiere delle celebrities (tra i suoi clienti anche Naomi Campbell e Emily Blunt) e un passato meno sbandierato da attore porno. I due stavano insieme da 5 anni: «Dovevamo fare il pranzo di Natale insieme, sono andato da lui per svegliarlo, ma se n’era già andato. Giaceva pacificamente a letto» ha raccontato al Telegraph. I tabloid inglesi stanno scavando dietro a ogni virgola del suo passato meno noto. Nel 2011, era entrato nello staff che curava l’immagine di Michael: poi il rapporto aveva preso anche una piega sentimentale. Libanese di origine, studi in Australia, ha lavorato in tv per «X Factor» edizione inglese e per Mtv. Prima che i due si conoscessero però Fawaz si faceva chiamare Isaac Mazar ed era un attore molto conosciuto nei film per adulti (uomini). «Non sappiamo ancora cosa sia esattamente successo. Recentemente tutto era diventato complicato, ma George aspettava come me con ansia il Natale. Adesso è tutto rovinato» ha detto.
Di complicato c’era soprattutto la ricaduta verticale della popstar nella dipendenza dalle droghe. «Nell’ultimo anno Michael ha lottato contro una crescente dipendenza dall’eroina. È stato ricoverato d’urgenza diverse volte al pronto soccorso per overdose. È già tanto che abbia resistito così tanto», ha rivelato una fonte al Telegraph. Nel suo bollettino medico degli ultimi anni c’era la dipendenza da crack e marijuana. E di anno in anno così cresceva anche il bollettino penale, con svariati arresti per uso e possesso di droga. Ma la famiglia, colpita dalla dimostrazione d’affetto dei fan, ha ribadito che la morte non sarebbe avvenuta in circostanze sospette.
La mattina di Natale, mentre in tutto il mondo davanti all’albero si cantava la sua «Last Christmas», George Michael ha perso l’ultima partita nella sua sfida agli effetti indesiderati della celebrità. La memoria torna così al 1990, quando aveva 27 anni e in un’intervista vuotò il sacco confessando le sue debolezze: «Non riesco ad essere famoso» disse. Quel giorno, Frank Sinatra prese carta e penna e gli rispose sulle colonne del Los Angeles Times: «George, svegliati, il talento non va sprecato». Lui ha provato a dargli retta per altri 25 anni. Senza però riuscire a sopravvivere al suo personaggio.