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 2016  dicembre 28 Mercoledì calendario

In morte di Carrie Fisher

È morta la principessa Leila di Star Wars : come diceva la stessa Carrie Fisher era lei, il personaggio, ad aver conquistato il successo. L’attrice è scomparsa ieri a Los Angeles a 60 anni dopo una crisi cardiaca. Come in un film, si era sentita male qualche giorno fa in aereo mentre tornava da Londra, il cuore aveva cessato di battere in alta quota per alcuni minuti: ma poi, soccorsa, sembrava rimettersi. È stata la figlia Billie Lourd, figlia di Bryan, l’agente di star che lasciò Carrie per un uomo, ad annunciarne la scomparsa: «Mia madre è stata molto amata dal mondo, che ne sentirà profondamente la mancanza».
Si parla di Leila. Era quasi una bambina la 19enne figlia d’arte dal volto infantile, cui George Lucas, esperto di american graffiti, affidò il ruolo di Leila, eroina rapita e forza unificante dei ribelli, nel debutto della fantastica saga delle Guerre stellari, tornando nei titoli sequel L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi (con la voce per noi di Ottavia Piccolo) per ricomparire, ovviamente cambiata dal tempo e dalla vita, nel 2015 nel VII episodio Il risveglio della Forza. L’attrice, nata il 21 ottobre 56, a 13 anni provò le prime droghe, a 24 le fu diagnosticato il disturbo bipolare e la sua giovinezza è stata resa difficile ex aequo dalla famiglia sua e da quella del cinema.
Da un lato il mito di Leila, entrata di corsa nella fantasia collettiva, diventata gadget nei negozi di action figure, ma senza altre affermazioni di rilievo nonostante uno sfacciato esordio di lusso con Warren Beatty in Shampoo, cui seguono Hannah e le sue sorelle di Woody Allen, Harry ti presento Sally, i Blues Brothers di cui è cult la sua scena finale come ex di Belushi, l’horror Scream 3. Ma la sua storia privata, raccontata in un libro ( Cartoline dall’inferno, diventato film di Nichols nel 1990 con la McLaine e la Streep) e raccontata in cabaret teatrale ( Whishful drinking ) è degna della Hollywood Babilonia che fu (Joan Crawford, Judy Garland e la Minnelli, i Barrymore…).
Carrie Fisher si salvava fra gli astri grazie ad Harrison Ford e Mark Hamill ma le era difficile difendersi sulla terra: infanzia freudiana in una delle famiglie più complicate di Hollywood.
Sua madre è Debbie Reynolds, classe ’32, star del musical degli anni d’oro (basta dire Cantando sotto la pioggia) e di Eddie Fisher, cantante entertainer che nel 58 fu «rubato» al tepore familiare dall’agguerrita Liz Taylor, neo vedova del produttore Michael Todd, quando Carrie aveva solo 2 anni: e furono pochi anni di matrimonio, Eddie sposò poi la cantante Connie Francis.
Una serie di colpi di scena che mutarono gli assetti affettivi fin da quando Carrie debuttò 16enne nel musical Irene a Broadway interpretando con la stessa Reynolds il ruolo della madre giovane, tanto per intorbidire le acque psicanalitiche. E poi a Londra ancora in scena con mammà e in tv nel remake di Torna piccola Sheba con un’altra coppia celebre: Olivier e la Plowright.
Sembrava un destino da star. Certo la sua vita sentimentale non poteva essere facile né semplice: sola con i suoi incubi di alcol e droga, Carrie ebbe qualche relazione di set (dissero anche con Ford e Aykroyd), sposò il cantante Paul Simon nell’83 ma due anni dopo divorziò. Il pubblico l’ha amata per la sua vita epica nello spazio ma le cartoline dall’inferno che lei spediva furono rimandate al mittente.