Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2016  dicembre 28 Mercoledì calendario

Piano Alitalia, braccio di ferro con i sindacati sugli stipendi

 Congelamento immediato degli scatti d’anzianità, messa a terra di 20 aerei nel corto e medio raggio, tagli al personale di terra, esternalizzazioni e stop ai contratti a termine. Il menu messo sul tavolo dei sindacati nell’incontro con Alitalia è risultato subito indigesto. Tant’è che le organizzazioni sindacali hanno rispedito al mittente le proposte aziendali, in attesa di vedere il nuovo piano industriale che, il condizionale è d’obbligo, dovrebbe essere presentato il 10 gennaio. Ai sindacati è stato anche detto che James Hogan e Cramer Ball, rispettivamente numero uno di Etihad e ad della compagnia, resteranno al loro posto. Fonti bancarie assicurano invece che per i due manager l’esperienza è ormai al capolinea. E che presto, entro due mesi, arriverà un nuovo amministratore delegato. Dalla compagnia smentiscono ufficialmente e ribadiscono che la fiducia del cda è completa, anche se trapela l’idea, proprio per venire incontro alle richieste di Intesa e Unicredit, preoccupati per le perdite del vettore a quota 400 milioni, di un ridimensionamento dei poteri dell’attuale management. Insomma, siamo di fronte ad un braccio di ferro tra azionisti. Con il presidente Luca Cordero di Montezemolo, chiamato ancora una volta a mediare le posizioni per tenere insieme il gruppo. Di certo nei prossimi giorni si capirà meglio la sorte dei vertici e il futuro stesso del vettore, anche alla luce di una complessa trattativa sindacale. Iniziata, secondo Cgil, Cisl e Uil con il piede sbagliato. «Ci è stato chiesto di congelare gli scatti di anzianità per due mesi – spiega Emiliano Fiorentino della Fit-Cisl – ma prima abbiamo bisogno di sapere, nell’ambito del costo del lavoro, come si intende intervenire sul contratto, quali sono gli interventi di ristrutturazione e quali le aree interessate».
I PUNTI CHIAVE
E in effetti ai sindacati il piano, rivisto e corretto, non è mai stato illustrato. Con le cifre sugli esuberi che oscillano paurosamente tra i 1.500 e 4.000 lavoratori a rischio. Duro Claudio Tarlazzi della Uiltrasporti: «Fuori dal tavolo per il rinnovo del contratto noi non siamo disposti a trattare alcunché e siamo contrari al congelamento degli scatti di anzianità». Una misura – spiega – che avrebbe un impatto molto limitato sui conti, circa un paio di milioni l’anno, rispetto al milione di perdite al giorno della compagnia. «L’azienda – conclude – intende aprire il tavolo con l’anno nuovo e con l’accordo sul congelamento degli scatti» per dare un segnale forte alle banche sul taglio dei costi. Tarlazzi annuncia quindi battaglia e fa capire che forse a questo punto sarebbe opportuno un intervento dello Stato in Alitalia. «Il congelamento di tutti gli automatismi non può essere accolta – sottolinea il segretario nazionale della Filt Cgil Nino Cortorillo. In sostanza, a giudizio dei sindacati, l’obiettivo dell’azienda è quello di guadagnare tempo, per incassare i 200 milioni dalle banche, le risorse di Etihad ed allontanare lo spettro del fallimento, evitando nel contempo le agitazioni nel periodo più caldo delle feste. Oggi nuovo incontro.