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 2016  dicembre 24 Sabato calendario

I rimpatri immediati impossibili da attuare: mancano gli accordi

Quanti sono davvero nessuno lo sa, tra i 400 e i 500mila, poco meno del 10 per cento degli stranieri residenti in Italia. La gestione degli immigrati irregolari oggi è un nodo irrisolto tra leggi italiane e regolamenti europei con troppe falle.
PERCHÈ CI SONO TANTI CLANDESTI-NI IN ITALIA E QUALI SONO LE REGO-LE CHE LI RIGUARDANO?
L’enorme aumento del flusso migratorio ha fatto entrare nel Paese decine di migliaia di persone, per lo più provenienti dall’Africa subsahariana che, essendo definiti migranti economici, non hanno diritto alla protezione internazionale. Dopo la loro identificazione andrebbero espulsi e rimpatriati ma questo avviene in meno del 40 per cento dei casi.
COME DOVREBBERO AVVENIRE I RIMPATRI E A CARICO DI CHI SONO?
I migranti a cui non viene riconosciuto titolo per rimanere in Italia devono essere trattenuti nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione, per non più di 18 mesi, in attesa che i consoli dei paesi di origine effettuino il riconoscimento ufficiale. Poi vengono imbarcati su traghetti, voli di charter o di linea, ciascuno con due poliziotti di guardia, e riportati in patria. Occorrono, però, accordi bilaterali in tal senso. L’Italia ne ha firmati con Tunisia, Egitto, Marocco, Algeria, Nigeria, paesi dai quali proviene una piccola parte di migranti. Chi non può essere rimpatriato riceve dal questore un foglio di via e ha sette giorni di tempo per lasciare autonomamente l’Italia.
CHE DIFFERENZA C’È TRA RIMPATRI COATTI, RESPINGIMENTI ALLA FRONTIERA?
I respingimenti alla frontiera avvengono via terra al confine austro-sloveno o via mare su traghetti tra la costa adriatica e la Grecia e riguardano afghani, siriani, pachistani, migranti che arrivano in Italia da altri paesi europei e vanno rispediti indietro secondo il regolamento di Dublino
COSA È IL REGOLAMENTO DI DUBLI-NO E PERCHÈ L’ITALIA CHIEDE DA TEMPO DI MODIFICARLO?
Stabilisce che chi arriva in un paese europeo possa avanzare domanda di asilo politico soltanto in quel paese. Dunque l’Italia, essendo il principale luogo di approdo, dovrebbe farsi carico di un numero enorme di richieste di asilo che, per altro, la maggior parte delle persone che arrivano non vogliono presentare perché la loro destinazione finale non è nel nostro paese. Da qui le grandi difficoltà nelle procedure di identificazione dei migranti che sbarcano che provano in tutti i modi a non farsi prendere le impronte digitali proprio per sottrarsi a questo iter obbligato.
MA L’ITALIA RIESCE VERAMENTE A IDENTIFICARE E A CONTROLLARE GLI OLTRE 170.000 ARRIVATI NEL 2016? QUALI SONO LE PROCEDURE?
L’anno scorso, l’Unione europea avviò una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia perché nella banca dati comune in cui devono essere inseriti i dati e le impronte di chi arriva c’erano inserite meno di un terzo delle persone che risultavano essere sbarcate. Quest’anno, con l’istituzione degli hotspot di Lampedusa, Trapani, Pozzallo e Taranto, il Viminale garantisce che le operazioni di identificazione e rilevamento delle impronte coinvolgono la totalità degli arrivi.
POI COSA SUCCEDE? QUALI SONO I TEMPI PER OTTENERE LA PROTEZIO-NE INTERNAZIONALE?
I migranti che hanno i requisiti previsti per l’asilo politico, legati ai paesi di provenienza, guerre e persecuzioni politiche e religiose, presentano le istanze alle commissioni territoriali e vengono ospitati nei Cara. I tempi per il procedimento sono lunghissimi, da 1 a 2 anni. In caso di rifiuto ricevono un provvedimento di espulsione ed entrano nel circuito degli irregolari.
I MIGRANTI POSSONO MUOVERSI LI-BERAMENTE NELL’AREA SCHEN-GEN?
No, sono obbligati a rimanere nel paese in cui hanno chiesto asilo ma l’assenza di controlli alle frontiere facilita i loro spostamenti.
E FRONTEX? CHE COMPITI HA?
Nel 2017, con uno stanziamento di 330 milioni, un aumento del 50 per cento del personale e una nuova guardia costiera europea dovrebbe intervenire massicciamente nell’esecuzione dei rimpatri coatti che nel 2016, per tutta Europa, sono stati il 40 per cento.