Libero, 27 dicembre 2016
L’auto senza autista. Google inizia i test sui minivan Fca
Mentre era al lavoro per migliorare il sistema di mappatura virtuale Google Street View, nel lontano 2008, l’ex professore di Stanford Sebastian Thrun riteneva impossibile poter costruire un’automobile in grado di procedere da sola nel traffico, senza nessuno che fisicamente la guidasse. La “sfortuna” di Thrun fu che un suo collega, tale Levandowski, venne raggiunto qualche giorno dopo dai produttori di un programma televisivo di “Discovery Channel”, che chiedevano proprio se fosse possibile allestire un’automobile consegna- pizze automatica da esibire in una delle loro puntate. Levandowski rispose sicuro: «Lasciate fare a noi». E dopo una quarantina di giorni lui e il suo team misero effettivamente in circolazione per le strade di San Francisco una “Prius” senza conducente. Fu allora che i due fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, chiamarono Thrun e gli intimarono: «Usa tutte le risorse che vuoi, ma inventaci il futuro». Dopo anni di esperimenti, Big G ha ora deciso di rivoluzionare l’iniziale progetto della Google Car, creando una divisione ad hoc, la Waymo, e concependo l’operazione un po’ come fatto con Android: costruire il software,il “cervello”, ma lasciare che siano poi i costruttori ad occuparsi dell’hardware, cioè dello “strumento”, in questo caso il veicolo vero e proprio. Tra tutti i produttori d’auto occidentali, la scelta del colosso di Mountain View è infine ricaduta su Fiat-Chrysler, con cui già nel maggio scorso venne stipulato un accordo che prevedeva la fornitura di cento minivan ibridi modello “Pacifica” adattati per testare la nuova tecnologia. I veicoli stanno per arrivare, e andranno ad aggiungersi alla flotta di Lexus RX 450hibridegià a disposizione di Waymo, oltre alle “Ovetto”prodotte dallo stesso colosso del web. I minivan di Fca, che nei primi mesi del 2017 saranno impiegati nei test in Michigan, Arizona e California, sono equipaggiati con batterie ricaricabili, che garantiscono un’autonomia dichiarata di48 chilometri in modalità ad emissioni zero, oltre a sensori, telecamere e computer specifici. Le monovolume hanno inoltre importanti adattamenti nel telaio, in alcuni elementi della struttura, nel motore elettrico e nel sistema elettrico, proprio per ottimizzare le prestazioni dell’infrastruttura di guida autonoma: un software con 64 raggi laser che girano a 360 gradi creando un radar a cui non sfugge nulla. «I team di sviluppo e di produzione di Fca sono stati partner agili, che ci hanno consentito di passare dal lancio del progetto all’assemblaggio del veicolo in appena sei mesi», ha detto il Ceo di Waymo, John Krafcik. «Con l’evoluzione delle esigenze di trasporto dei consumatori – ha commentato Sergio Marchionne – collaborazioni strategiche come questa sono vitali per promuovere una cultura dell’innovazione, sicurezza e tecnologia». In otto anni le macchine a guida autonoma del colosso di Internethannogiàpercorsocirca3,2milionidichilometri che, alla luce dei tempi di utilizzo medio dell’auto da parte degli americani, equivalgono a 300 anni di guida umana. La guida autonoma ha l’obiettivo di prevenire parte delle morti che ogni anno si verificano sulle strade di tutto il mondo (1,2 milioni di vittime), causate per il 94% da distrazioni o guide poco responsabili. Secondo le stime degli esperti di mobilità, con un software di bordo gli incidenti saranno dimezzati entro il 2030 e quasi azzerati nel 2040. I primi modelli potrebbero essere commercializzati giàentrolafinedel2017,anche se al momento negli Usa non esistono leggi valide in tutti gli Stati. In California, ad esempio, le auto, per quanto autonome, devono avere pedali e un conducente umano a bordo (proposta contestata da Google). Burocrazie a parte, una cosa è certa: le auto senza pilota saranno presto realtà e Fca sta “prenotando” la tecnologia che nacque grazie a quell’ex professore di Stanford. Che riprese l’idea sviluppata per consegnare delle pizze.