La Stampa, 27 dicembre 2016
E Carlo fa già le prove per diventare sovrano
La moderna medicina e la forte fibra dei Windsor garantiranno alla regina Elisabetta ancora molti anni di vita, ma non c’è dubbio che quando si sarà ripresa dal forte raffreddore che le ha impedito di partecipare alla messa di Natale i suoi medici le consiglieranno di ridurre gli impegni del 2017.
A 90 anni non può più presenziare a centinaia di incontri, stare in piedi per ore, cambiarsi due o tre volte al giorno, stringere migliaia di mani e studiare ogni mattina le carte del governo. Molti incontri di rappresentanza saranno passati al figlio Carlo e quelli di minore importanza agli altri parenti più stretti.
Già da qualche mese, d’altra parte, Carlo ha cominciato a sostituire la madre in eventi ai quali era impensabile che Elisabetta non partecipasse, come la riunione dei capi di governo del Commonwealth. Il suo stile è però molto diverso da quello della Regina, e desta qualche preoccupazione nei custodi della tradizione più attenti alla necessità di mantenere separati i poteri di governo e parlamento da quelli, del tutto teorici, del sovrano. Un esempio di come Carlo si ritenga libero di esprimere pareri che sua madre si guarderebbe bene dal manifestare apertamente è arrivato proprio dal «discorso di Natale» che l’erede al trono ha fatto qualche giorno fa nella trasmissione «Pensiero del giorno» della Bbc.
Carlo ha detto senza usare perifrasi che «si assiste alla crescita di molti gruppi populisti nel mondo che sono sempre più aggressivi nei confronti di chi è portatore di fedi minoritarie» e che tutto questo «risuona come un eco dei giorni neri degli Anni 30», quelli che hanno portato al fascismo e al nazismo. Bisogna invece pensare «che ogni percorso religioso ha la stessa direzione: comprendere e rispettare l’altra persona». Quando un membro della famiglia reale parla, ha sottolineato il giornale «The Guardian», tutti si chiedono quale sia il significato nascosto delle sue parole, esattamente come quando Metternich, apprendendo della morte di Tayllerand, si domandò: «Che cosa avrà voluto dire con questo?».
Carlo si riferiva certamente all’Isis e non a Donald Trump e a Nigel Farage, ma le sue parole sono state interpretate nei modi più disparati e hanno alimentato le preoccupazioni su quello che potrà accadere man mano che la Regina delegherà al figlio impegni e incombenze.
Non si sente per fortuna più dire che il trono dovrebbe passare direttamente al figlio di Carlo, William, accusato di essere un po’ pigro nell’accollarsi impegni reali e sempre più succube della famiglia di sua moglie, i Middleton. A Natale, i duchi di Cambridge non sono andati con i loro bambini a Sandringham da Elisabetta, ma hanno trascorso le feste dai genitori di lei. George e Charlotte hanno assistito alla loro prima messa di Natale in compagnia di zia Pippa e del suo fidanzato. Una decisione che ha tutta l’apparenza di uno sgarbo e che forse conferma le voci sempre smentite di qualche dissidio tra Carlo e il suo primogenito. Ecco perché nel regno tutti sperano che Dio voglia salvare ancora a lungo la Regina.