ItaliaOggi, 23 dicembre 2016
Gli sfascisti della Salerno-Reggio Calabria
Che palle ’sta storia dei 60 anni di lavori sulla Salerno-Reggio e il fatto che non è completa. L’autostrada fu costruita in 10 anni, coi mezzi degli anni ’60, in territori dove non c’era nulla perché a qualcuno serviva l’autostrada su Cosenza. Detto questo, sono 443 km che si snodano in post spettacolari con soluzioni ingegneristiche che all’epoca (e in certi casi anche adesso, come il ponte Sfalassà a Bagnara Calabra) erano d’avanguardia. Ho imparato a guidare su quella strada, la conosco in ogni sua piega fin da quando nella Piana di Gioia Tauro, negli anni ’80, ci vendevano abusivamente i mandarini dei campi in cui oggi lavorano gli extracomunitari sottopagati. È stata la mia università della guida pericolosa.
Poi l’ho percorsa avanti e indietro durante i suoi lavori, l’infinito cantiere. Hanno fatto una nuova autostrada mantenendo aperta quella vecchia. Infine l’ho vista completata, con gallerie a confronto delle quali le vecchie erano sgabuzzini, illuminazione a Led, percorso (ove possibile) rettificato. C’è la terza corsia per i primi 54 km da Salerno a Contursi, poi si va con le due normali e l’emergenza fino ai 1015 metri di Campotenese, lo svincolo autostradale più alto d’Europa, tra ponti e gallerie. C’è il Ponte Italia che al mattino buca le nubi sotto di sé alto quasi 300 metri sulle rapide del fiume Lao.
Ci sono i tratti vecchi non ammodernati ma che hanno ricevuto finalmente la manutenzione dovuta. C’è il ponte sospeso tipo Brooklyn a Favazzina, prima di Villa San Giovanni. Ci sono curve decenti che hanno sostituito le varie «curve della morte» lungo il percorso (tipo quella al km 355, prima delle Serre).
Ora, a me non frega niente di difendere l’Anas o il governo Renzi, ma m’interessa dire le cose come stanno: e su 443 km di strada 375 sono nel futuro, 58 li hanno finalmente manutenuti perché i soldi non c’erano. Sarà anche così, d’accordo: ma l’autostrada moderna adesso c’è, non facciamo il solito meridionalismo che: «a noi sempre niente, al Nord invece». Pure l’A1 ha lunghi tratti senza la terza corsia, ma nessuno si lamenta. Sarà che è a pedaggio?