Corriere della Sera, 23 dicembre 2016
L’infermiere Walt Whitman prendeva appunti
Dalla fine del 1862 e sino a tutto il 1865, durante la guerra di Secessione, Walt Whitman iniziò a visitare come infermiere volontario i malati e i feriti dell’esercito nordista, sia nei luoghi dei combattimenti sia negli ospedali, a Washington e dintorni.
Con sé aveva piccoli taccuini per prendere di tanto in tanto appunti a matita, «episodi, casi, persone, luoghi, avvenimenti raccolti sul campo, accanto al letto e non di rado osservando i corpi dei morti». Quegli appunti, «trascritti parola per parola», furono pubblicati dieci anni dopo con il titolo Memoranda during the war e ora vengono pubblicati in Italia da Mattioli 1885 con il titolo Taccuini della guerra di Secessione. A Washington Whitman aveva trovato lavoro come copista del dipartimento dell’ufficiale pagatore dell’esercito.
Spesso, dopo il lavoro, riempiva uno zaino di frutta, tabacco, carta, buste e, «riposato, profumato e all’apparenza allegro», andava negli ospedali a distribuirli. Ai malati non leggeva mai le sue poesie ma opere di Shakespeare e brani della Bibbia. Eppure questi taccuini, scrivono i curatori del volume Livio Crescenzi e Silvia Zamagni, «raccontano la Storia americana con sguardo e lingua di poeta».
Uno sguardo che è allo stesso tempo sul singolo e sul popolo, una lingua privata dei sentimenti e una pubblica delle idee e delle azioni, una gamma di toni e di sentimenti in cui non si può non riconoscere l’impronta del grande scrittore.