Corriere della Sera, 23 dicembre 2016
Mps in 5 punti: I subordinati diventano azioni poi il cambio in obbligazioni
1. Cosa rischiano i correntisti della banca Monte dei Paschi dopo che l’aumento di capitale non è andato in porto?
I correntisti del Monte Paschi non rischiano nulla. I titolari di conto corrente sono gli ultimi ad essere coinvolti nel caso di crisi bancaria. E vengono penalizzati solo in caso di «bail-in» ed esclusivamente per i depositi sopra i 100 mila euro e solo per la parte superiore a quella soglia.
I correntisti potrebbero in teoria essere coinvolti solo in uno scenario di «risoluzione» (come le quattro banche dell’anno scorso) qualora non fossero sufficienti le altre risorse della banca, cioè azioni, obbligazioni subordinate e obbligazioni ordinarie (il cosiddetto «bail-in»). Non è quindi il caso del Monte dei Paschi, per il quale scatterà semplicemente un aumento di capitale «precauzionale» da parte dello Stato.
2. C’è qualche rischio per chi ha una cassetta di sicurezza?
Chi usufruisce della cassetta di sicurezza, così come i titolari di un conto titoli, non corre alcun rischio perché in tal caso la banca svolge il ruolo di custode dei beni o degli investimenti.
3. Cosa accade per fondi comuni e gestioni patrimoniali?
Nel caso di detentori di fondi comuni o in quello delle gestioni patrimoniali non c’è un rapporto di credito diretto con la banca. Il patrimonio dei fondi è infatti separato da quello dell’istituto mentre, nel secondo caso, la banca ha solo una delega per la gestione. Non c’è quindi alcun rischio sia per i primi che per i secondi.
4. A cosa vanno incontro gli obbligazionisti subordinati?
I bond subordinati verranno in un primo tempo trasformati in azioni. Poi, ha spiegato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, diventeranno obbligazioni ordinarie. La tutela scatterà soltanto per i piccoli risparmiatori e questo passaggio sarà gestito dalla stessa banca senese.
5. Che cosa cambia per gli obbligazionisti senior?
Gli obbligazionisti senior sono gli obbligazionisti più garantiti, che vengono chiamati in causa solo in caso di «bail-in», cioè di messa in risoluzione dell’istituto, quindi non nel caso del Monte Paschi. Non corrono rischi in altri casi, neanche con il «burden sharing».