Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2016  dicembre 23 Venerdì calendario

Li rassicura il Milan: «Il closing si farà. C’è pure il piano B»

A poco più di 24 ore della Supercoppa Li Yonghong ha fatto chiarezza su un’altra partita, quella che in palio non mette un trofeo ma direttamente tutto il club. Mr Li è il presidente della holding cinese che punta il Milan e l’imprenditore che si è più esposto economicamente (e ora mediaticamente). Li Yonghong esprime fiducia sul closing del 3 marzo, insieme ricorda i motivi che hanno rallentato la chiusura e il perché certi imprenditori ed enti siano rimasti anonimi. Non solo: confessa l’esistenza di un eventuale piano B, rinnega dubbi e insinuazioni, conferma la volontà di Ses di provvedere al premio partita. E poi il mercato, il saldo zero, e gli altri soldi (non zero ma molti di più) necessari all’affare. «In Cina ogni investimento verso Paesi esteri è soggetto all’approvazione dell’autorità regolatoria. Di recente sono state annunciate nuove misure di controllo nei confronti degli investimenti verso l’estero. Altri club sono stati acquistati in minor tempo perché si tratta di operazioni chiuse prima dell’annuncio delle nuove misure» ha spiegato all’Ansa il numero uno di Ses.
PIANO B A frenare il closing sarebbe dunque il solito via libera governativo all’uscita di ingenti capitali all’estero: l’attesa non è quantificabile né prevedibile ma difficilmente l’ok arriverà prima della fine di gennaio. I potenziali acquirenti sono ottimisti: «Cosa succederebbe se le autorizzazioni venissero negate? Abbiamo individuato una struttura alternativa di investimento, un piano B pienamente rispettoso del quadro normativo in vigore, ma siamo fiduciosi che le autorizzazioni saranno concesse in tempo per consentire il closing. Ses ha anche raccolto una quantità di capitali superiore rispetto all’importo dell’investimento». Si tratta di un’abbondante riserva, di una quota superiore, che è in aggiunta ai costi di gestione, ai 100 milioni di finanziamento e ai 320 che devono essere versati nelle casse di Fininvest (domani possibile cda). L’ok di Pechino si porterà dietro la rivelazione pubblica degli istituti coinvolti: «Ses ha assunto obblighi di confidenzialità nei confronti di molti degli investitori e l’impegno di alcuni di essi è subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni governative. Perché non abbiamo comprato quote del club per lo stesso valore? Non era possibile. Come il fatto di acquistare il Milan a rate, non è un’ipotesi contemplata. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che i capitali di Ses appartengano a Berlusconi? Notizia completamente infondata. Il riciclaggio di denaro è un crimine in Italia e Cina. Ci auguriamo invece che da presidente onorario Berlusconi possa alzare altri trofei. Intanto abbiamo deciso di dare il nostro contributo aderendo alla proposta del Milan di elargire un premio vittoria in Supercoppa».
MERCATO Sino Europe si augura di dover sborsare altro denaro, forse meno volentieri Ses coprirà le perdite registrate da luglio: «Gli accordi con Fininvest prevedono questo, che è poi uno dei principali motivi che giustificano gli obblighi di condivisione delle scelte». Il mercato prevede le uscite se precedute da entrate: il saldo deve essere zero (mentre è iniziata la discussione per il rinnovo di Suso). «Questa è stata la volontà di Fininvest e Ses. A gestirlo sarà Galliani, ogni operazione dovrà rispettare i parametri ed essere approvata», ammette Li.