Libero, 20 dicembre 2016
Gli anti-euro in Italia superano i pro-euro
La società di sondaggi Tns Political & Social Network ha da poco pubblicato i risultati di un sondaggio per conto della Commissione Europea, nel quale si chiede ai cittadini dell’eurozona cosa pensino dell’euro e quale impatto abbia avuto sulla vita quotidiana delle persone. Premesso che i sondaggi della Commissione sono stati più volte messi in discussione per la loro dubbia imparzialità, questa volta sono emersi dei risultati significativi che lasciano riflettere sulla differenza di vedute dei cittadini europei sulla moneta unica. Generalmente, secondo il sondaggio in questione, gli europei continuano a vedere l’euro come un elemento positivo. Alla domanda se l’euro sia visto positivamente o meno, gli intervistati dei 19 Paesi dell’eurozona rispondono di sì per il 56%, mentre il 33% si esprime negativamente sulla moneta unica. L’anno scorso le percentuali vedevano il61% degli intervistati considerare positivamente l’euro, e il30% invece in maniera negativa. È visibile quindi un netto calo della popolarità dell’euro ma il dato più interessante viene dalla sua diversa percezione tra i vari cittadini degli Stati dell’eurozona. Il popolo dove la moneta unica è più popolare è quello irlandese; ben l’81%deicittadini irlandesi interpellati si esprime positivamente sull’euro, mentre solo il 10% crede che sia stato una cosa negativa. I motivi di questa ammirazione per l’euro da parte degli irlandesi possono essere individuati nella struttura dell’economia irlandese, che consente enormi agevolazioni fiscali specialmente alle compagnie straniere, un elemento in grado di attirare consistenti investimenti dall’estero ma sul quale diversi economisti hanno espresso perplessità in quanto si tratterebbe di una crescita «artificiale» e non reale. I cittadini dei paesi big dell’eurozona invece cosa pensano al riguardo? I tedeschi sono soddisfatti, e francamente la cosa non desta una particolare sorpresa: il 64% si dice convinto che l’euro sia positivo per loro, mentre solamente il 26% si esprime contrariamente.Ma è significativo registrare un calo di popolarità in tal senso anche in Germania, quando nel 2015 la percentuale dei tedeschi soddisfatti dell’euro era pari al 70%. Non va dimenticato in questo senso che sebbene la Germania sia il Paese che più ha beneficiato della moneta unica grazie a un tasso di cambio reale più basso di quello degli altri Paesi dell’eurozona, il prezzo da pagare per sostenere le sue esportazioni è stato quello di una deflazione salariale realizzata soprattutto con i mini-jobs delle riforme Haartz. Non va meglio in Francia, dove anche i cugini sembrano perdere fiducia negli effetti positivi dell’euro: il 53% dei transalpini si esprime positivamente in merito,ma anche qui salta all’occhio il calo rispetto all’anno precedente quando la percentuale degli euro convinti francesi raggiungeva il 59%.Questa sfiducia può essere giustificata con le deludenti performance economiche della Francia. Nell’ultimo trimestre la crescita del Pil francese è stata solamente dello 0,2%, e nel trimestre precedente il segno è stato addirittura negativo, -0,1%.Tuttavia la maggioranza degli intervistati dei Paesi dell’eurozona resta convinto del ruolo positivo dell’euro, seppure la fiducia sia in calo costante. L’unica rilevante eccezione al riguardo viene proprio dall’Italia. Il Belpaese di fatti è l’unico paese dove la maggioranza degli intervistati si esprime negativamente sull’euro: il 47%degli italiani vede negativamente la moneta unica,mentre il 41% resta convinto del contrario. Il salto rispetto all’anno precedente è netto su entrambi i fronti: nel 2015 difatti il 49% degli intervistati italiani affermava che l’euro era una cosa positiva, mentre il 41% lo vedeva negativamente. A oggi dunque è possibile affermare che l’Italia è il Paese di tutta l’eurozona con la più marcata attitudine antieuro. In questo senso il terrorismo mediatico sugli effetti devastanti di un’eventuale uscita dall’euro non sembra aver sortito effetti,al contrario gli italiani sembrano essere il popolo più convinto della necessità di abbandonare l’eurozona. Nemmeno gli altri Paesi del Sud dell’Europa hanno sviluppato questa avversione nei confronti della moneta unica, basti pensare che dopo il trattamento subito negli ultimi anni il 54% dei greci resta convinto che l’euro sia qualcosa di positivo, assieme al 57% degli spagnoli e al52% dei portoghesi. La politica è avvertita: la posizione sull’euro alle prossime elezioni sarà decisiva.