La Lettura, 18 dicembre 2016
Si chiama Sergio , è il diamante più grosso
Sono diamanti, carbonio. E potrebbero, secondo le leggi della fisica, trasformarsi in grafite. In matite. Sono considerati la custodia di valore più preziosa che l’uomo abbia mai utilizzato. Sul sito realdiamondinvest.it c’è la storia della parola: dopo Aristotele diventano Adamac, indomabili. Possederne uno, prima ancora che per la gioielleria, voleva dire avere potere. Sulla materia stessa. Anche se i versi di De Andrè ricordano che, nonostante il carbonio (elemento essenziale per la vita), dai diamanti non può nascere nulla. Benvenuto Cellini, nella sua autobiografia, racconta di come la polvere venisse utilizzata come veleno.
E sono questo i diamanti, in qualche modo depositari della ricchezza e delle paure del mondo. C’è l’Orlov, incastonato nella corona degli zar, il Darya-ye, appartenuto alla scià di Persia e ora custodito nei caveau della Banca centrale dell’Iran. E quel Fiorentino, detto anche il Granduca di Toscana (139,27 carati nella classifica Wikipedia), che risulta scomparso. Di alcuni se ne perdono le tracce, come di personaggi misteriosi che appaiono (e scompaiono) sulla scena della storia dei potenti. La regina d’Inghilterra ne possiede alcuni dei più grandi nel Tesoro della Corona. Il Golden Jubilee, che appartiene ai gioielli del re di Thailandia viaggia sui 545,67 carati. Ma il diamante grezzo più grande del mondo, ha un nome semplice: Sergio, per 3.167 carati. Cullinan Diamond di carati ne ha 3.106,75.
E anche questa è una storia che incuriosisce, perché l’unità di misure delle cose può nascere dalla natura. Il diamante, valore per definizione, si misura in carati, pari a circa 0,2 grammi. Ci volle una Conferenza generale dei Pesi e delle misure, nel 1907 per stabilirlo. E tutto viene dalla parola araba girat, che significa ventiquattresima parte. E per lungo tempo si è creduto che il termine di paragone, in termini di peso, fosse il carrubo.
Che strano paradosso. La cosa più rara misurata per confronto a una delle piante più diffuse. Anche questo fa parte della storia. Sono i giacimenti del Sudafrica, del Brasile, del Venezuela, della Guyana e della Guinea, i depositi che la Terra ha lasciato. E poi ci sono loro: il sogno di tutte le favole. Di principi e principesse. Di avventurieri e regine. Il diamante più costoso al mondo è l’Oppenheimer Blue. In primavera è stato battuto all’asta a Ginevra per 58,2 milioni di dollari. Secondo, Blue Moon di Josephine: un tesoro da 48,5 milioni. Tutto per un tetraedro di carbonio? No, forse per il segreto che quella materia e quella luce nascondono. Da sempre.