La Stampa, 22 dicembre 2016
Lo stop di Obama alle trivellazioni. Sgambetto a Trump
Colpo gobbo di Barack Obama al suo successore Donald Trump, quando manca meno di un mese all’insediamento alla Casa Bianca del presidente in pectore. Un colpo assestato proprio su uno dei temi dove le due amministrazioni si trovano agli antipodi: l’ambiente. Obama ha annunciato il «divieto permanente di trivellazione» per l’estrazione del gas e del petrolio in vaste aree dell’Artico e dell’Atlantico, rilanciando con un ultimo colpo di coda la sua volontà di lasciare agli Stati Uniti una chiara eredità ecologista. La decisione sarà molto difficile da annullare per il suo successore, almeno in tempi brevi. Per motivare il suo decreto Obama si è infatti appellato alla poco nota quanto vincolante clausola di una legge del 1953, l’Outer Continental Shelf Lands Act, che conferisce al Comandante in capo l’autorità di agire unilateralmente su una questione come quella delle trivellazioni. A tale clausola sono già ricorsi alcuni suoi predecessori, ma la dichiarazione di «divieto permanente» fatta da Obama, che riguarda un’area dell’Atlantico estesa dal Maine alla Virginia, e quasi l’intera costa dell’Alaska, è senza precedenti. L’unico organo che potrebbe mettersi di traverso è una corte federale. In ogni caso è forte e chiaro l’affondo nei confronti di Trump da parte del presidente più ecologista che la storia degli Usa ricordi. Quasi un monito nei confronti del tycoon, che ha più volte detto di voler abrogare molti degli impegni in campo ambientale presi da Obama, a partire dagli accordi di Parigi sul clima. Il divieto permanente di trivellazione è il maggior risultato ottenuto da Obama nel campo della legislazione ambientale insieme all’obbligo per gli Stati di passare da un sistema elettrico basata sui combustibili fossili a uno basato sulle fonti di energia rinnovabile. Nel dettaglio il bando riguarderà il 98% delle acque federali dell’Artico, oltre 465 mila metri quadrati, una regione dalla natura incontaminata dove vive una fauna unica al mondo e a rischio di sopravvivenza. Ma riguarderà anche le acque lungo la costa Atlantica fino al confine con il Canada. L’annuncio di Obama giunge infatti contestualmente a quello del premier canadese Justin Trudeau per il bando permanente di trivellazione lungo le acque canadesi dell’Artico. Nessuna reazione è giunta da Trump, potrebbe essere solo questione di tempo. Le intenzioni del presidente in pectore in materia sono chiare, come dimostra del resto la nomina alla guida del dipartimento di Stato di Rex Tillerson, già numero uno del gigante petrolifero Exxon Mobil e partner della Russia di Vladimir Putin. Basti menzionare la sua intesa con Igor Sechin, il numero uno di Rosneft, la compagnia petrolifera di stato russa i cui buoni rapporti hanno fruttato ad Exxon una joint venture da 500 miliardi di dollari per la trivellazione in una serie di aree marine ricche di carburanti a partire proprio dall’Artico.