Libero, 21 dicembre 2016
Quanto guadagna chi non gioca in A. Stando al rapporto FifPro2016 nelle serie minori gli ingaggi vanno da 4.000 a 8.000 euro. Ma lo stipendio arriva spesso in ritardo
Il rovescio della medaglia del calcio milionario. Se da una parte ci sono stelle strapagate che guadagnano decine di milioni di euro a stagione, il rapporto annuale redatto da Fifpro, il più grande sindacato dei calciatori nel mondo, fa luce su quei giocatori professionisti che non hanno la stessa fama dei colleghi più fortunati. Dal report basato sulle dichiarazioni di un campione di13mila calciatoridi54 paesi e 87 campionati, emerge infatti che ben il 45% degli intervistati guadagna meno di 1.000 dollari (950 euro) al mese. A peggiorare la situazione il fatto che più del 40% ammette di ricevere il proprio stipendio in ritardo e che quasi un terzo dei trasferimenti avviene contro la volontà del giocatore.
Anche nel nostro Paese la situazione non è così rosea come potremmo pensare. Difatti, la media degli stipendi dichiarati dai 270 calciatori interpellati che militano nelle tre Serie professionisti che italiane (A, B e Lega Pro) è tra i 4mila e gli 8mila euro mensili, con il 2,3 % che guadagna meno di 950 euro al mese e il 18,5% (quasi un quinto) che non arriva a quota 2mila. Dunque cifre molto lontane da quelle che ogni mese intascano i vari De Rossi, Higuain e Icardi, giusto per restare entro i confini nazionali.
Ovviamente il dato riguarda soprattutto le categorie minori e non la Serie A. Il mestiere del calciatore è un lavoro precario, e quindi anche loro per avere una certa sicurezza economica, quando possono, tentano di strappare alle società contratti pluriennali. Da questo punto di vista la situazione del nostro calcio non è così drammatico come in altre parti del mondo poiché la lunghezza media degli accordi è di 27mesi (tre stagioni). A rendere più incerta la situazione sono però i ritardi nei pagamenti. Si pensi che la scorsa stagione ben 18 club di Serie B e Lega Pro hanno ricevuto delle penalizzazioni in classifica per aver pagato gli stipendi in ritardo (in alcuni casi pagati anche dopo 3 mesi). «In Lega Pro c’è sempre la possibilità che tu possa perdere soldi» ha confermato il difensore del Frosinone Adriano Russo, che ha militato per tanti anni nella terza divisione.
E proprio a testimonianza di ciò arriva l’impietoso dato del report di Fifpro che indica come il 45% dei giocatori consultati che gioca no in Italia abbia ricevuto almeno una volta lo stipendio in ritardo nelle ultime due annate. Per completare il quadro il 21% di questi usufruisce di meno di 10giornidiferie pagate all’anno.
Ma non è questo l’unico dato preoccupante per gli attori principali del nostro calcio. Infatti, dal rapporto 2016 Fifpro global employment emerge che ben il 59% degli intervistati ha ricevuto pressioni dal club di appartenenza o dal proprio agente affinché non abbandonasse la squadra oppure per accettare un trasferimento in una società non gradita. Nel 6% dei casi il giocatore in questione è stato messo fuori rosa o fatto allenare da solo proprio per «invogliarlo» a seguire il diktat dirigenziale. E come se non bastasse, a dare un quadro ancora più tetro sul “lato oscuro” del panorama calcistico nazionale, ecco il dato sulle violenze subite dai calciatori. Il 9% ha rivelato di esser stato vittima di molestie da parte di tifosi, personale del club o suoi compagni di squadra, mentre addirittura il 32% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aver subito almeno una volta delle minacce da parte della tifoseria.
La fotografia che ne viene fuori non è quella alla quale siamo abituati parlando di giocatori, ma per migliorare bisogna portare sotto i riflettori anche questo aspetto dello sport più amato del Belpaese.