Avvenire, 21 dicembre 2016
Documenti sottratti, libertà condizionale per Vallejo Balda
Alla vigilia delle festività natalizie papa Francesco con un «provvedimento di clemenza» ha concesso la «libertà condizionale» a monsignor Angel Lucio Vallejo Balda, l’ecclesiastico spagnolo condannato nel luglio scorso nel processo mediaticamente conosciuto come ’Vatileaks2’. La notizia è stata diffusa nella serata di ieri con uno scarna nota della Sala Stampa della Santa Sede. «Considerato che il rev. Vallejo Balda ha già scontato oltre la metà della pena, – si legge nel comunicato – il Santo Padre Francesco gli ha concesso il beneficio della liberazione condizionale». La nota spiega che «si tratta di un provvedimento di clemenza» che permette a Vallejo «di riacquistare la libertà». E specifica che «la pena non è estinta». Così a partire da ieri sera «il sacerdote lascia il carcere e viene a cessare ogni legame di dipendenza lavorativa con la Santa Sede», rientrando «nella giurisdizione del vescovo di Astorga (Spagna), sua diocesi di appartenenza».
Come si ricorderà monsignor Vallejo Balda è stato condannato a diciotto mesi il 7 luglio scorso dal Tribunale dello Stato della Città del Vaticano per appropriazione e divulgazione illecita di documenti riservati della Santa Sede. Il processo, iniziato il 24 novembre 2015, si era protratto per una ventina di udienze. Ed è finito con due condanne – con pene molto più lievi rispetto a quelle richieste dall’accusa – per Francesca Chaouqui (10 mesi di reclusione con sospensione) e, appunto, per monsignor Vallejo Balda. È stato assolto invece il collaboratore di quest’ultimo, Nicola Maio. Mentre c’è stato il proscioglimento per difetto di giurisdizione per i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi che avevano pubblicato nei loro libri i contenuti dei documenti riservati in questione.Il processo ’Vatileaks2’ è stato seguito con grande clamore mediatico e si è svolto secondo regole garantiste e nella più assoluta trasparenza. L’allora ’portavoce’ della Santa Sede padre Federico Lombardi, ha spiegato che era un processo che «si doveva fare», che «non era in alcun modo un processo contro la libertà di stampa», e che ha visto il Tribunale giudicare «in piena autonomia» e con «atteggiamento di giustizia e clemenza insieme». Lo scorso 22 agosto, trascorsi i 45 giorni senza che nessuna parte abbia presentato appello, la condanna è passata in giudicato e così la sentenza è diventata esecutiva. Vallejo Balda da quella data è stato detenuto in Vaticano nella cella della Gendarmeria. Ieri il provvedimento di clemenza di papa Francesco.
Anche Benedetto XVI, prima del Natale 2012, dispose un atto di clemenza e concesse la grazia all’ex aiutante di camera, Paolo Gabriele, condannato anch’egli a un anno e mezzo di prigione, sempre per la fuga di documenti riservati finiti su libri e giornali.