Avvenire, 21 dicembre 2016
Italia, la differenziata migliora. Però troppi rifiuti in discarica
Diminuisce la produzione di rifiuti in Italia e cresce la raccolta differenziata. Ma ancora troppi rifiuti finiscono in discarica o all’estero. Un Paese ancora a diverse velocità, col Sud ancora molto lontano dagli obiettivi richiesti dall’Europa e anche dai livelli del Nord. Male molte grandi città compresa Roma. È quanto emerge dal Rapporto rifiuti urbani 2016 dell’Ispra (Ministero dell’Ambiente).
Nel 2015 sono stati 29,5 milioni di tonnellate i rifiuti urbani, facendo rilevare una riduzione di -0,4% rispetto al 2014 e un calo complessivo, rispetto al 2011, di quasi 1,9 milioni di tonnellate (-5,9%). A calare di più è il Centro Italia (-0,8%), che in valori assoluti produce 6,6 milioni di tonnellate di rifiuti, mentre il Nord si mantiene sulla media nazionale (-0,4%) con un quantitativo pari a 13,7 milioni di tonnellate; al Sud la produzione si con- trae dello 0,2% (9,2 milioni di tonnellate). Nel 2015, la percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 47,5%, con un aumento di 2,3 punti rispetto al 2014, superando i 14 milioni di tonnellate.
Ma le differenze territoriali continuano ad essere molto forti.Nel Nord il quantitativo si attesta al 58,6%, nel Centro al 43,8%, nel Sud ad appena il 33,6%. Ricordiamo che le direttive Ue prevedevano di arrivare al 65% nel 2012. Solo due regioni hanno superato l’obiettivo, il Veneto col 68,8%, e il Trentino Alto Adige con il 67,4%. Seguono il Friuli Venezia Giulia (62,9%), Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Sardegna e Piemonte, tutte con tassi superiori al 55%. Tra 45% e 50% si collocano Abruzzo, Umbria, Campania, Valle d’Aosta e Toscana. Liguria e Lazio sono di poco al di sopra del 35%, mentre superano il 30% la Basilicata e la Puglia. La Calabria, pur avendo fatto segnare la maggiore crescita, più 6 punti rispetto al 2014, con appena il 25% si colloca ancora al penultimo posto, seguita solo dalla Sicilia (12,8%).
I 16 comuni con più di 200mila abitanti, che rappresentano il 16,7% della popolazione italiana, non brillano per efficienza. Hanno una produzione pro capite di rifiuti superiori alla media nazionale (544 kg per abitante per anno rispetto a 487 kg) e un tasso medio di raccolta differenziata di appena il 36,3%, ben 11,2 punti inferiore rispetto al valore nazionale (47,5%). I maggiori livelli sono a Venezia col 54,3%, seguita da Milano (52,3), Verona (50,8) e Padova (50,7). Firenze si attesta al 46,4, Bologna al 43,6 e Torino al 42,4. Lontana Roma col 38,8, lontanissima Napoli. Da retrocessione le città siciliane: Messina (9,4), Catania (8,6) e Palermo (8,1). A livello nazionale l’Ispra segnala alcuni miglioramenti nel ciclo di gestione dei rifiuti urbani. Quelli smaltiti in discarica nel 2015 sono calati di circa il 16%, ma il dato assoluto di 7,8 milioni di tonnellate resta ancora troppo alto. Anche perchè la riduzione non è omogena. Al Nord il calo è stato del 26%, al Centro del 14 e al Sud appena del 12. Davvero luci e ombre. Così sono 149 le discariche che hanno ricevuto rifiuti provenienti dal circuito urbano nel 2015 con un calo di 23. Aumenta di molto la percentuale di rifiuti sottoposti a trattamento prima dello smaltimento in discarica, che passa dal 70% del 2014 a circa l’86% del 2015. Tuttavia, nonostante il divieto imposto dall’art. dall’art. 7 del decreto legislativo 36 del 2003, nel 2015 ancora 1,1 milioni di tonnellate di rifiuti sono state smaltite in discarica senza preventivo ed idoneo trattamento. Circa 5,2 milioni di tonnellate sono recuperate in impianti di compostaggio e digestione anaerobica (+7% rispetto al 2014). L’incenerimento con recupero di energia interessa quasi 5,6 milioni di tonnellate con un incremento del 5% rispetto al 2014. Nel 2015 erano operativi 41 impianti in gran parte al Nord, ben 26 rispetto agli 8 del Centro e ai 7 del Sud. Regioni leader Lombardia con 13 e Emilia Romagna con 8. Complessivamente vengono recuperati oltre 2,7 milioni di MWh di energia elettrica e 4,4 milioni di MWh di energia elettrica e termica.
Infine i rifiuti esportati, che sono circa 361mila tonnellate. L’Austria e l’Ungheria sono i Paesi verso i quali esportiamo di più, seguiti da Slovacchia e Spagna. Si tratta soprattutto di Combustibile solido secondario (Css) derivante dal trattamento di rifiuti urbani: 38,5% dei rifiuti esportati, prodotti soprattutto da impianti situati in Friuli Venezia Giulia, dove vengono ad esempio trattati i rifiuti di Roma.